Tema del mese

DICEMBRE - Natale

Al di sopra di tutte le altre solennità celebrava con ineffabile premura il Natale del Bambino Gesù, e chiamava festa delle feste il giorno in cui Dio, fatto piccolo infante, aveva succhiato ad un seno umano. [FF, 787]

 

Il mistero del Natale è sintetizzato nelle parole dell’angelo ai pastori: «Vi annuncio una grande gioia: oggi è nato per voi il Salvatore, che è Cristo Signore!». La gioia è il frutto più che umano dell’Incarnazione del Verbo. Anche Francesco d’Assisi voleva che questa festa fosse contraddistinta da grande gioia e letizia. Voleva che quel giorno ogni creatura del Signore gioisse e che i cristiani provvedessero largamente non solo ai poveri, ma anche agli animali e agli uccelli. Nel 1223 volle rievocare la nascita di Gesù e volle farlo in un paese che gli ricordasse Betlemme: Greccio. Desiderava più di tutto vedere con i suoi stessi occhi le difficoltà e i disagi che aveva vissuto Gesù bambino, posto in una mangiatoia, sul fieno, scaldato dagli animali della stalla e senza nulla di ciò che ha bisogno un neonato. Due settimane prima del Natale, chiese a un abitante di Greccio, il nobile Giovanni Velita, di preparare in una grotta la scena della natività di Gesù con gli animali, il bue, l’asino, la mangiatoia con la paglia, e portare un altare per la celebrazione della messa. La notte del 24 dicembre 1223 a Greccio, Francesco, vestito dei sacri paramenti diaconali, lesse il Vangelo. E dopo la lettura del Vangelo predicò al popolo con profonda commozione e usando parole di grande dolcezza. Ciò che soprattutto lo commuoveva era il pensiero che Dio si fosse fatto bambino, così piccolo da doversi nutrire di latte umano, come ogni altro neonato. Secondo le agiografie durante la messa Francesco prese in braccio un bambino che dormiva nella mangiatoia e a tutti quel neonato sembrò il Bambino Gesù. La rappresentazione della nascita di Gesù a Greccio ha diffuso in tutto il mondo la tradizione cristiana di esporre il presepe nelle nostre chiese, nei conventi e nelle case private.

 

Francesco guardava il creato con gli occhi di chi sa riconoscere in esso l’opera meravigliosa della mano di Dio. La sua voce, il suo sguardo, le sue cure premurose, non solo verso gli uomini ma anche verso gli animali e la natura in genere, sono un’eco fedele dell’amore con cui Dio ha pronunciato all’inizio il fiat che li ha fatti esistere

(San Giovanni Paolo II)

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