Storie dai conventi

Dall’India all’Italia con sincerità

giovedì 01 ottobre 2026
Il cammino di fr. Leon D’Britto: vocazione, missione e fraternità senza confini

Chi è fr. Leon D'Britto

Fr. Leon D'Britto è un frate cappuccino originario di Vasai, una città situata a circa 50 chilometri a nord di Mumbai, nello Stato indiano del Maharashtra. È il primo di tre figli e proviene da una famiglia semplice e laboriosa.

Il padre lavorava come artigiano, mentre la madre coltivava ortaggi che vendeva al mercato locale. Fin dall'infanzia Leon ha sviluppato un forte senso di responsabilità verso la famiglia, accompagnato da una grande curiosità intellettuale. La passione per la lettura gli è stata trasmessa dal padre, che portava spesso libri e riviste in casa.

La sua famiglia appartiene alla comunità cattolica locale, presente nella regione da oltre cinquecento anni grazie all'arrivo dei portoghesi. Ancora oggi molti abitanti conservano cognomi di origine portoghese.

La chiamata vocazionale tra i Cappuccini

La vocazione di Leon nasce molto presto. A quattordici anni frequenta assiduamente una parrocchia affidata ai frati cappuccini, situata vicino alla sua abitazione.

«Aiutare i frati, stare con loro, giocare nel campo sportivo, pregare: per me tutto era naturale».

Attratto dallo stile di san Francesco d'Assisi, sceglie di entrare in seminario. A conquistarlo sono soprattutto la semplicità, l'accoglienza e la fiducia nella Provvidenza che caratterizzano il carisma francescano.

Nonostante alcuni familiari immaginassero un suo ritorno a casa per contribuire economicamente al sostentamento della famiglia, Leon prosegue con convinzione il proprio cammino, completando tutta la formazione religiosa in India.

Il sostegno della famiglia

Essendo il figlio maggiore, ha sempre sentito il peso della responsabilità verso i propri genitori.

«Più di una volta ho pensato che avrei dovuto e potuto aiutare di più i miei».

Un momento decisivo arriva quando il padre lo rassicura:

«Non ti devi preoccupare per noi. Le porte di casa sono sempre aperte. Sappiamo che sei felice e devi continuare sulla tua strada».

Queste parole gli permettono di vivere con maggiore serenità la propria vocazione.

L'arrivo in Italia

Dopo l'ordinazione sacerdotale e alcuni anni di ministero in India, riceve una proposta inattesa: trasferirsi in Italia nell'ambito della collaborazione tra la Provincia Cappuccina del Maharashtra e la Provincia dei Cappuccini del Centro Italia.

«Ero sorpreso. Non avevo neppure il passaporto. Ma risposi di sì. Ho pensato: vediamo cosa succede».

Fr. Leon arriva in Italia nel 2017. I primi mesi sono particolarmente difficili a causa della lingua e dell'adattamento culturale.

«Dopo cinque mesi ancora non riuscivo a formulare una frase in italiano».

A sostenerlo è la fraternità cappuccina che lo accoglie e lo accompagna nel percorso di integrazione.

L'esperienza a Perugia

Dopo un primo periodo ad Assisi, viene destinato a Perugia, dove rimane per sei anni.

Qui svolge il servizio di viceparroco e successivamente di parroco, dedicandosi in particolare agli scout e all'Ordine Francescano Secolare.

Il rapporto con gli scout rappresenta per lui una significativa esperienza di crescita personale. Fr. Leon sottolinea spesso che il ministero non consiste soltanto nel dare agli altri, ma anche nel ricevere, imparare e crescere insieme.

Parroco a Pescara

Successivamente viene trasferito a Pescara, dove oggi è parroco del Santuario della Madonna dei Sette Dolori.

Anche questa destinazione arriva come una sorpresa.

«L'unica cosa che conoscevo era il nome della città, perché vedevo i cartelli stradali quando passavo in autostrada».

Una volta inserito nella nuova realtà, scopre una comunità viva e una profonda tradizione di devozione popolare.

La sua attività pastorale comprende le celebrazioni con i bambini, gli incontri con i giovani, il sostegno alle famiglie, l'accompagnamento degli anziani e la collaborazione nell'organizzazione della festa della Madonna dei Sette Dolori.

Il Gruppo Missionario India e le adozioni a distanza

Tra gli impegni che sente particolarmente vicini c'è il Gruppo Missionario India, nato grazie ai Cappuccini e impegnato nel sostegno di circa 250 bambini attraverso le adozioni a distanza.

Fr. Leon conosce direttamente le condizioni di vita di molti villaggi indiani, dove povertà e mancanza di opportunità rischiano di compromettere il futuro dei più giovani.

Per questo considera il progetto non soltanto un'opera di beneficenza, ma un autentico gesto di giustizia e speranza.

«Aiutare un bambino significa sostenere e dare speranza a un'intera famiglia».

Vedere nascere, da una comunità italiana come quella di Pescara, un aiuto concreto per tante famiglie indiane rappresenta per lui un motivo di grande gratitudine.

Il significato della missione

Per fr. Leon la missione non dipende dal luogo in cui ci si trova, ma dalla fedeltà alla propria vocazione.

La parola che meglio riassume il suo percorso è "sincerità". Una sincerità che, secondo lui, costituisce il cuore della testimonianza cristiana.

«Nessuno è perfetto, ma si può vivere con verità. Quando la vita è vera, anche il bene che si compie arriva più facilmente agli altri. L'importante è sapere che, per quanto posso, sto cercando di dare il mio cento per cento».

 

Tratto dal mensile "Frate Indovino" n. 6 giugno 2026

«In India, in Italia o altrove, ciò che conta è vivere sinceramente la propria vocazione dove il Signore chiama».

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