Storia di una vocazione

Mi chiamo Sr. Maria Fernanda, sono nata a Città del Messico il 17 febbraio 1992, ho avuto la fortuna di essere cresciuta nella fede cristiana fin da piccola, frequentando una scuola elementare gestita da monaci benedettini. Nei dintorni di questa scuola c'erano diversi monasteri e conventi, così ho iniziato ad andare a messa la domenica con i miei genitori nella chiesa delle Suore Clarisse Cappuccine. Ci piaceva andarci perché cantavano meravigliosamente.
Fin dal primo momento in cui le ho incontrate, sono rimasta colpita dal fatto che esistessero donne che dedicavano la loro intera vita a Dio in modo nascosto, capaci di abbracciare tutta l'umanità, pregando per tutti. Mi chiedevo come avessero potuto scegliere solo Dio. Vederle in profonda adorazione giorno e notte, ha infiammato il mio cuore con il desiderio di scoprire il segreto di una vita dedicata a un unico ideale. Questo desiderio si è fatto sempre più forte, così ho chiesto di poter fare un'esperienza per conoscerle meglio, e mi hanno permesso di trascorrere un fine settimana con loro ogni mese per un anno. Durante quell'anno, ho scoperto che tutto ruotava attorno a una sola persona che mi ha rivelato di essere stata amata per l'eternità, questa persona è Gesù.
Al termine dell'esperienza di un anno, avrei voluto fare domanda di ammissione al monastero, ma non avevo ancora terminato gli studi, quindi la Madre Superiora mi disse di completarli e poi avremmo valutato la situazione; rimasi un po' delusa perché mi mancava ancora molta strada, ero al primo anno delle superiori.
Durante gli anni del liceo, ho iniziato a partecipare a missioni di evangelizzazione con i Legionari di Cristo, che visitavano le comunità povere, aiutando e predicando il Vangelo. È stato grazie a questa esperienza che ho conosciuto le donne consacrate di Regnum Christi, che mi hanno invitata a vivere in un collegio. Ho accettato e ho vissuto con loro per due anni, apprezzando in particolare le esperienze missionarie nelle zone povere del Messico.
Ho incontrato persone che non avevano molto materialmente, ma che mi offrivano tutto ciò che avevano, e in cambio desideravano solo ascoltare parlare di Dio. Sono state esperienze indimenticabili, fino a quando a mia madre è stato diagnosticato un cancro. Appena ho ricevuto la notizia, ho deciso di stare a casa con lei il più possibile.
Ho trascorso gli ultimi anni di scuola in queste difficili circostanze familiari, ma ho avuto la fortuna di affrontare questo periodo difficile con il sostegno delle Suore Clarisse Cappuccine. Appena hanno saputo della malattia di mia madre, si sono sempre prese cura di me, come vere madri e sorelle. Sono state un grande sostegno per me e, grazie a Dio, mia madre è guarita.
Al termine della scuola superiore, prima di iniziare l'università, la superiora della comunità doveva recarsi in visita a un monastero in Africa dove vivono delle suore messicane.
Sapendo quanto mi interessassero le missioni, mi invitò a trascorrere l'estate in Africa prima dell'inizio dell'università; entusiasta, accettai.
La sorpresa più grande fu che in Africa riscopri il mio primo amore, Gesù Cristo. Ho vissuto nel monastero delle suore e, ogni volta che ne avevo l'occasione, accompagnavo i frati nelle missioni. Ho visitato diverse comunità e ho potuto sperimentare la gioia di una vita semplice.
I momenti di preghiera e di condivisione mi allargarono il cuore, mostrandomi che era possibile vivere con poco, donando tutto e portando il mondo intero nel cuore davanti a Dio. Quando i due mesi estivi sono finiti. Desideravo ardentemente rimanere in Africa; non volevo perdere la bellezza di una vita semplice, la gioia delle piccole cose. Tuttavia, doveva tornare perché mi ero già iscritta all'università, quindi sono tornata e ho iniziato a studiare psicologia. Ma allo stesso tempo ho iniziato anche un percorso di guida spirituale con un sacerdote perché volevo sapere se Dio davvero mi chiamava alla vita consacrata.
Onestamente pensavo che con il tempo quella fiamma si sarebbe spenta, ma, curiosamente, non accadde. Ricordavo con grande gioia quella vita semplice di radicale dedizione. Credo che una parte del mio cuore fosse rimasta lì, ma non avevo la forza di lasciare tutto alle spalle. Non ero sicura di essere capace di qualcosa del genere per tutta la vita, finché finalmente, un lunedì mattina di novembre, seduta nella cappella delle Clarisse, udendo le parole dell'Apocalisse «Ho da rimproverarti di avere abbandonato il tuo primo amore» nella prima lettura, ho cominciato a piangere e capi che era tutta una questione d'amore, non di forza, non di quanto io amava a Dio, ma di quanto Lui mi amava. E solo allora, dopo due anni, decisi di lasciare tutto – famiglia, università, opportunità, patria – e di gettarmi tra le braccia di un amore eterno, fedele e immutabile. Sono andata in Mozambico seguendo le orme di San Francesco e Santa Chiara per diventare monaca di clausura in una terra di missione. I desideri del mio cuore erano stati ascoltati; Missione e contemplazione si sono incontrate, e così il 25 marzo 2013 ho iniziato a vivere nella mia amata Africa in un monastero di adorazione perpetua, lasciandomi amare da Dio e donando la mia vita per il bene di molte anime, e lì il Signore mi ha concesso la grazia di avere delle sorelle, giacché sono figlia unica.

Convento della Garbatella - Roma