Il racconto e il resoconto di un frate esorcista: Carmine de Filippis

Un frate racconta il proprio ministero: “cacciare i demoni”. Padre Carmine De Filippis è un esorcista da quarant’anni e tutti i giorni combatte una lotta contro Satana. Nel libro “Squarciando la notte” (Edizioni Francescane Italiane) ha raccolto la sua esperienza. È un resoconto di fatti incredibili ma reali che testimonia l’efficacia della Grazia.
Padre Carmine, che significa essere un esorcista?
L’esorcista è un sacerdote che ha ricevuto dal vescovo della sua diocesi l’autorizzazione ufficiale a celebrare la preghiera chiamata “esorcismo”, con la quale, per i poteri della Chiesa trasmessi da Cristo, egli impone alla presenza del demonio di andar via da persone, luoghi e oggetti. Il vero esorcista di una diocesi è il vescovo, il quale può dunque sempre impartire esorcismi; ma in genere, per i tanti impegni a cui deve far fronte, delega uno o più dei suoi sacerdoti, muniti di sufficiente scienza in materia, provata esperienza e adeguata vita spirituale.
Come si riconosce l’opera del demonio in una persona e come si distingue dai disturbi psichiatrici?
I segni di interferenza straordinaria demoniaca sono molteplici, quasi sempre connotati da una comparsa improvvisa, distruttiva, finalizzata all’allontanamento da Dio, dalla vita cristiana, dalla carità, finalizzati alla peccaminosità. Si manifestano variamente e in modo accanito e crescente come malanni fisici, psicologici, relazionali e sociali, condizionano negativamente la sfera della moralità e dei rapporti religiosi. Quando c’è di mezzo il diavolo insorgono difficoltà nei confronti del sacro, della preghiera, della fede e della frequentazione della chiesa. Questi malanni non trovano rimedio in alcuna terapia naturale; non è raro, anzi, constatare che farmaci e cure non solo risultano inef ficaci, ma talvolta producono persino effetti contrari. Le analisi cliniche non rilevano patologie, oppure mostrano dati falsi che, a ulteriori verifiche, risultano inesistenti. Si sperimentano stranezze umanamente inspiegabili (spostamenti o scomparse di ogget- ti, rumori anche spaventosi per casa, invasioni d’insetti e animali, visioni terrorizzanti soprattutto la notte, irrigidimento o immobilizzazione del corpo, sensazioni di soffocamento) e si sperimentano tracolli improvvisi nel lavoro e nei giusti guadagni, amicizie inspiegabilmente finite, affetti familiari e coniugali cessati senza motivi… Ogni fenomeno, preso isolatamente quasi sempre può avere una spiegazione umana, soprattutto quelli di ordine psichico, ma quando arrivano come una valanga uno dopo l’altro e insieme, allora si apre l’ipotesi di una influenza diabolica, di tanti tipi e intensità, come le ossessioni che colpiscono la mente o le rare possessioni, quando il soggetto è preda di crisi più o meno prolungate e perde il controllo di sé perché interiormente governato da Satana.
Quante e quali sono le cause di un “indemoniamento”?
Le cause sono molteplici. Certi tipi di peccato lo favoriscono molto (come la bestemmia protratta nel tempo e non per abitudine), il peccato di aborto ripetuto, violenze sessuali, l’appartenenza a cosche mafiose e massoniche, il satanismo, l’ingiustizia sociale. Poi ci sono i peccati di superstizione, molto gravi: cartomanzia, esoterismo, frequentazione di operatori dell’occulto e di indovini, spiritismo; l’uso convinto di talismani e amuleti, ecc. Anche la frequentazione di movimenti spiritualistici equivoci come la New Age, il Reiki e altre sette. Circa la distinzione con le malattie psichiche, vale molto che l’esorcista conosca un po’ di patologia medica e abbia acquisito una certa esperienza. Un indizio interessante: il disturbato dal demonio se ne accorge perché constata in sé spinte e suggestioni che non vuole ma sente estranee, invece il malato mentale non ritiene mai di esserlo, anzi si proclama sano ed equilibrato.
In molti casi si parla di maleficio. Di che si tratta?
Procurare ad altri del male facendo ricorso ai maghi, quelli veri, che sono satanisti, adoratori di Satana e in contatto diretto con lui; il malca- pitato non ha responsabilità morali, è innocente, ma subisce l’odio o l’invidia altrui, resi efficaci dal ricorso alle pratiche magiche di chi ha venduto la sua anima al Maligno. Il demonio non può da sé entrare nell’anima, vi entra col peccato, cioè con un atto umano in piena avvertenza e deliberato consenso e allora ha ottenuto il suo tristissimo scopo: sottrarre a Dio e portare all’inferno.
In quarant’anni di esperienza ha affrontato centinaia di casi, qual è quello che più l’ha colpita?
Ogni caso è sempre impressionante. Emblematico è quello del giovane Antonio: da due-tre anni afflitto da mal di testa insopportabili, quando ancora riusciva a frequentare la Messa – prima che subentrasse una insormontabile ripugnanza – veniva sopraffatto da acuti dolori all’intestino e al basso ventre. Le visite mediche non hanno mai rilevato alcuna patologia; ritenendolo un disturbo di natura psichica, i medici gli hanno diagnosticato una forma depressiva e prescritto dei farmaci. La prima volta che viene da me è sfinito: Padre, non vivo più, desidero morire, penso che mi devo gettare da un ponte. Vengo da lei come fosse l’ultima spiaggia, ma non credo più a nulla. Sono disperato. Mi dice pure che la notte è preso da incubi terribili, da suggestioni minacciose incontrollabili e vive nel panico da quando un caro amico, in accordo con i suoi familiari, gli ha procurato questo appuntamento. Lo vedo agitato, salta di continuo sulla sedia e già rotea gli occhi, poi li serra, sbava, si contorce, cade per terra, urla. I genitori lì presenti si spaventano, tremano, piangono. Antonio è vessato dal demonio, non ho dubbi. Comincio l’esorcismo. All’aspersione con l’acqua benedetta sviene, scivola di nuovo per terra, è pallidissimo, sembra morto. Il demonio vuole terrorizzare. Dopo un po’ che prego, Antonio scatta in piedi e fa per scappar via; ha gli occhi chiusissimi ma va dritto alla porta, afferra la maniglia, cerca di aprire. Lo blocco e lo metto di nuovo a sedere. Gli tengo la mano sulla testa e lui cerca di svincolarsi e allora gli metto la stola sacerdotale attorno al collo e grida: Brucio, brucio, brucioooo! Ai genitori dico di stare seduti e pregare sottovoce con il rosario. Antonio è di nuovo tramortito e gli esce bava bianca e rossa da bocca e naso. Continuo la preghiera per 40 minuti, tra momenti di calma e improvvisi scatenamenti di furore e urla, con il corpo del giovane che si dibatte come una serpe quand’è schiacciata e piomba in catalessi. Termino con la Salve Regina, la benedizione e il buffetto sulla testa, Antonio si riprende e torna in sé, è stordito e dice: Mi avete portato in un’officina sotto una pressa che mi ha come sventrato, fatto a pezzi, distrutto. Non vedevo niente, non ricordo altro… Ma qui non ci vengo più, è troppo terribile! Gli dico: Come ti senti ora, Antonio? Mi guarda sorpreso, incredulo: Bene, padre, bene. Non ho il mal di testa. Leggero, mi sento leggero, rivivo. Questo caso s’è risolto definitivamente con pochi altri incontri. Ora sta bene, ricorda poco dell’incubo vissuto. La misericordia di Dio è infinita e onnipotente!
Quanto tempo può durare un esorcismo? E quando la persona è stata liberata è necessario seguirla ancora?
Non c’è un tempo fisso. Dipende dai piani del Signore e dalla sua permissione, dalla collaborazione dell’interessato e dei suoi familiari, nonché se riceve preghiere e sostegno da parte della comunità cristiana. I bambini vengono liberati velocemente, grazie a Dio; per alcuni casi gravissimi, la situazione, mediante frequenti esorcismi diluiti nel tempo e una seria vita cristiana, tende a “cronicizzarsi”, cioè pur non realizzandosi una liberazione completa, la persona si stabilizza in una relativa pace e la grazia di Dio la sostiene. Siamo nel mistero! Quando c’è l’intervento della Chiesa e la collaborazione degli individui, qualunque vessato dal demonio viene scagionato dalla rovina definitiva e rientra nell’economia divina della salvezza.
Anche gli esorcisti possono essere attaccati dal demonio?
Se Satana ha tentato nel deserto, e poi per tutta la vita fino alla crocifissione, persino Nostro Signore, figuriamoci se non prova a rovinare ognuno di noi per l’eternità. Al Maligno interessa solo che l’individuo umano muoia in stato di peccato mortale, per portarselo nell’inferno, che è lui stesso. Tutte le sue potenti e astute manovre hanno come scopo di farci ribellare a Dio con i peccati. Quindi tenta, e con intensità crescente, coloro che s’impegnano nella vita di fede e carità cristiana. Gli altri no, non li disturba, perché già sono… suoi.
Quanto impegno comporta essere un esorcista?
Le richieste sono tante e stanno crescendo, le coscienze sono in subbuglio e tutto il mondo è in subbuglio, soprattutto a causa del perdurante fenomeno secolaristico e laicista ateo. Senza Dio nelle menti e nei cuori, è assurdo pretendere di star bene e avere la pace. Satana, già artefice di tutto ciò, ne approfitta sempre di più per assalire e tormentare, complici i tanti suoi alleati. L’impegno è a tempo pieno, dovendo ottemperare anche agli altri obblighi sacerdotali. Insomma, a fine giornata, spesso protratta fino a notte tarda, sempre purtroppo rimane ancora lavoro da sbrigare.
Tratto dal mensile "Frate Indovino", n.07, 2026