
Nel primo episodio, l’intervista a fr. Paolo, precedente guardiano della casa, arrivato qui quasi per caso nel 2007, apre uno squarcio sulla vita dei frati in questo luogo così simbolico del mondo vicinorientale.
Come vivono i cattolici a Gerusalemme, nel contesto di una pluralità di chiese cristiane, e come alcune frange più fanatiche reagiscono e tollerano la loro presenza, sono tra i temi più interessanti toccati e sviluppati dal pod, che offre uno spaccato interessantissimo sul microcosmo gerosolimitano del conflitto arabo-israeliano.
Come ripete la giornalista, infatti, vivere a Gerusalemme significa vivere dentro la storia e dentro la religione. Qui, spiega bene fr. Paolo, «vedi il Vangelo, non lo ascolti solamente. Ti accorgi che Parola di Dio è vera, parla alla vita, non è solo un testo che ti conforta o ti quieta il cuore». Creare una casa, ecco qual era la missione che fr. Paolo si prefiggeva una volta arrivato a Gerusalemme per testimoniare la fraternità, accogliere tutti, ebrei e mussulmani insieme.
La storia raccontata dal podcast continua e promette un’immersione istruttiva e affascinante nella vita di questi fratelli, che vivono a ridosso delle antiche pietre di Sion, che il racconto delle voci di questi testimoni tengono vive e sapide di vangelo.