Le parole di oggi

Ss. Fabiano p. e Sebastiano mm.

S. Eustochia bd. fr.
martedì 20 gennaio 2026
07.44
17.08

La troppa confidenza - soffoca la prudenza

SAN FABIANO papa e martire

Fabiano fu ventunesimo papa di Roma e sembra che la sua elezione sia stata provvidenziale: si racconta che, alla morte del papa, egli si presentò nell’assemblea riunita e, mentre erano tutti insieme, una colomba bianca discese sul suo capo. Il popolo lo scelse come papa. Il suo pontificato durò quattordici anni piuttosto tranquilli e operosi. Egli, però, sapeva che la persecuzione dei cristiani poteva riprendere all’improvviso, così si adoperò per ampliare i cimiteri sotterranei e riorganizzarli e per fortificare le catacombe, come luoghi di rifugio e luoghi di culto nei tempi difficili. Egli, però, non era ben visto dall’imperatore Decio, che dette inizio, nel 250, a una sanguinosa persecuzione, di cui papa Fabiano fu tra le prime vittime.

SAN SEBASTIANO martire

Sebastiano nacque a Narbonne, in Francia, nel 263. Era capitano della Compagnia della Guardia Pretoriana a Roma, guardia del corpo imperiale ed era molto stimato. Tutti ignoravano che fosse cristiano; nell’anonimato portava conforto ai militari perseguitati e martirizzati, non temendo per la propria vita. In un documento si legge che i gemelli Marco e Marcelliano, poiché cristiani, erano stati imprigionati a Roma e condannati alla decapitazione. Essi erano tenuti prigionieri in casa di Nicostrato e i genitori li supplicavano di salvare la loro vita. Quando stavano per cedere, le parole di Sebastiano rinnovarono lo spirito della loro fede. Parole che colpirono tutti i presenti, a cui Sebastiano apparve circonfuso di luce e accompagnato da angeli. Zoe, la moglie di Nicostrato, vide in Sebastiano un uomo di Dio e, benché muta, con gesti chiese il perdono. Sebastiano le fece il segno della croce sulla bocca, pregando il Signore per la sua guarigione. Grazie alla guarigione della moglie, Nicostrato si buttò ai piedi di Sebastiano e liberò i due prigionieri. Sebastiano fu denunciato agli imperatori, che traditi nella fiducia riposta, lo condannarono a morire per mezzo di frecce. Finita l’esecuzione, lo abbandonarono come morto, ma qualche giorno dopo, ricomparve davanti all’imperatore. Questa volta fu frustato a morte e il corpo gettato in una cloaca.

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