Le parole di oggi

S. Gregorio di Narek dott.

S. Gabriele dell’Addolorata
venerdì 27 febbraio 2026
06.56
17.59

Un filo non fa tela - una rondine non fa Primavera

Gregorio nacque, probabilmente, intorno all’anno 950, ad Andzevatsik, in Armenia, odierna Turchia, in una famiglia di letterati. Perse la madre che era ancora ragazzo e il padre fu nominato vescovo della città: così fu affidato alle cure di un parente, abate nel Monastero di Narek. Qui, Gregorio frequentò la famosa scuola di Sacra Scrittura e di Patristica. Quando finì la scuola, vestì l’abito e fu poi consacrato sacerdote. Visse tutta la sua vita in questo monastero, conducendo una vita piena di umiltà e carità, assorto nella preghiera, animato da un ardente amore per Cristo e sua Madre; negli studi della Scrittura, che conobbe in maniera approfondita, e dei Padri della Chiesa; nella stesura di testi di teologia, ricchi della sua sapienza ed esperienza mistica, di letteratura, grazie alla sua facoltà di scandagliare l’animo umano, e di preghiere di intensa spiritualità. Fu tenace nella lotta contro l’eresia, in particolare affrontò la setta dei Thondrakiani, che rispose con diversi attacchi e calunnie di carattere dottrinale. Gli furono, così, tolti gli incarichi, ma presto, fu riconosciuta l’ortodossia della sua dottrina. Nel 1003, finì di scrivere “Il libro delle Lamentazioni”, colloqui con Dio, da cui emerge la tragedia dell’esistenza e la durezza del cammino che porta al Padre. Per Gregorio questo libro è il suo testamento spirituale. È stato papa Francesco a far conoscere a tutta la Chiesa questa voce unica tra i santi, nominandolo dottore degli Armeni e della Chiesa.

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