
Dove sono i figli? Inizia il tempo estivo e per i genitori che lavorano comincia il grande dilemma di come custodire i bambini più piccoli vista la chiusura delle scuole e attenzionare gli adolescenti, che alla ricerca della propria autonomia, rivendicano spazi meno controllati. Così comincia il quotidiano ripetersi di domande sulle uscite, le discussioni sugli orari di rientro e la richiesta di conoscere spostamenti e amicizie frequentate.
È evidente che i tempi complessi che stiamo vivendo ci chiedono di fare attenzione al tempo libero dei nostri figli. Tuttavia, le grandi paure o l’insistenza delle domande non sempre aiutano la gestione e spesso incistano il dialogo con loro. Cerchiamo di sapere dove sono, ma manca spesso la domanda educativamente centrale su dove stia il loro cuore. Come vivono le emozioni non sempre facili del crescere e quali sono i loro desideri? È pur vero che tanti genitori, disponibili a una comunicazione più profonda, ricevono porte sbattute in faccia e musi lunghi rispetto alle richieste di confronto e alle regole. L’opposizione al limite, il tentativo di uscirne e soprattutto di definirsi in opposizione alle radici di mamma e papà sono normali e come tali dobbiamo viverle da adulti, saperci stare.
Per farlo abbiamo però bisogno di tempo da dedicare loro e quando l’estate dilata la distanza a causa del lavoro, spesso non si riesce a trovare un equilibrio e questo è fonte di preoccupazione. Trovare soluzioni non è semplice. Negli ultimi anni riscuotono successo tra i genitori i GREST (GRuppo ESTivo) e anche i centri sportivi, molti dei quali opera di volontariato. In effetti sono una vera risorsa, rivelandosi spazi educativi importanti che si propongono come una cornice sicura, rispondendo comunque a quell’esigenza di libertà che i ragazzi e le ragazze mostrano dopo i lunghi mesi invernali dove il ritmo è stato dettato soprattutto dagli impegni scolastici. Sono di fatto un buon laboratorio di socialità e soprattutto restituiscono una rete concreta di adulti pronti a prendersi cura dei nostri figli. In fondo abbiamo bisogno di un “villaggio” che custodisca adolescenti e rassicuri i genitori in affanno. È questa la bellezza delle buone alleanze educative.
Tratto dal mensile "Frate Indovino", n.06, 2026