Famiglie

Dieci anni di Amoris Laetitia

martedì 03 marzo 2026 di Barbara Baffetti
In dialogo con padre Marco Vianelli

Marzo, e in particolare la ricorrenza di San Giuseppe, segnano quest’anno l’anniversario del decimo anno dalla pubblicazione di Amoris Laetitia. L’Esortazione Apostolica continua a parlare con forza e delicatezza alla vita delle famiglie. Firmato da papa Francesco dopo i due Sinodi sulla famiglia, il documento è una vera mappa esistenziale, spirituale e pastorale per accompagnare la vita familiare nel tempo presente. Un documento che non propone modelli ideali astratti, ma guarda con realismo e tenerezza alle famiglie: fragili, in cammino, ferite, ma anche luogo quotidiano di grazia, amore, perdono e speranza.

La presenza del Signore abita nella famiglia reale e concreta, con tutte le sue sofferenze, lotte, gioie e i suoi propositi quotidiani. Quando si vive in famiglia, lì è difficile fingere e mentire, non possiamo mostrare una maschera. Se l’amore anima questa autenticità, il Signore vi regna con la sua gioia e la sua pace. La spiritualità dell’amore familiare è fatta di

Amoris laetitia, 315

Abbiamo voluto cogliere l’occasione di questo anniversario, per parlarne con padre Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio Nazionale di Pastorale familiare della CEI. Gli abbiamo chiesto nello specifico di condividere sul testo gli snodi che sente oggi particolarmente importanti e padre Marco ha sottolineato come l’Esortazione frutto di uno sguardo e di una riflessione sinodale, ha uno stile “capace di tenere assieme l’universale e il particolare; il passato e il presente. Un modo di conciliare ciò che sembrerebbe agli antipodi che può rendere profetico lo sguardo chiesto alla Chiesa e alla famiglia”. Altro elemento significativo sottolineato dal direttore, è il fatto che in Amoris Laetitia ritroviamo tutti gli elementi essenziali della natura del matrimonio sacramento che la teologia della Familiaris Consortio aveva enucleato. Questi stessi sono però portati a un livello più profondo, indicando nel sacramento del matrimonio una forma altra di Eucarestia.

Questo approfondimento radicale – ci dice – si coniuga contemporaneamente "alla logica dei semina Verbi e alla richiesta mossa alla Chiesa e a quanti operano a servizio della famiglia, di diventare cercatori e costruttori di comunione, avendo uno sguardo di benevolenza nei confronti di quei fratelli e sorelle che sono feriti dalla vita e dal peccato”. In questo senso, aggiunge padre Marco, “i verbi del capitolo VIII sono quelli che vanno a segnare lo stile pastorale desiderato e desiderabile nell’agire ecclesiale e pastorale: accompagnare, discernere e integrare consegnano alla Chiesa uno stile familiare di stare nella storia”. Da ultimo, ma non per ultimo, ci sentiamo di condividere l’indicazione che il direttore fa sul capitolo IX, individuando in esso una perla nascosta. Forse anche per la sua brevità, questa ultima parte del testo è stata a volte poco considerata nei commenti immediati all’Esortazione. Invece è un vero concentrato di sapienza sulla generatività del legame sponsale e familiare. “Innanzitutto – dice Vianelli – perché l’ultima parola che lascia ha a che fare con la speranza e con la possibilità di essere testimoni (fragili e feriti) di Colui che è il vero Amante che non si lascia sopraffare dalla fatica dei fallimenti. Secondariamente perché tutti sono convocati e coinvolti a rendere concreto questo stile nella propria vita e poi nella missione. È il capitolo che rilancia uno sguardo pasquale sulla storia mettendo Cristo al centro”. A dieci anni dall’uscita resta dunque l’invito a porsi al servizio pastorale tenendo a cuore il dono che papa Francesco ci ha fatto insistendo su un principio fondamentale: nessuna famiglia è perfetta, ma tutte possono crescere nell’amore che è un’arte da apprendere e una promessa da rinnovare.

 

Tratto dal mensile "Frate Indovino", n.03, 2026

Tutti siamo chiamati a tenere viva la tensione verso qualcosa che va oltre noi stessi e i nostri limiti, e ogni famiglia deve vivere in questo stimolo costante. Camminiamo, famiglie, continuiamo a camminare! Quello che ci viene promesso è sempre di più. Non perdiamo la speranza a causa dei nostri limiti, ma neppure rinunciamo a cercare la pienezza di amore e di comunione che ci è stata promessa.

Amoris laetitia, 325