“O tutto o niente”

Don Tonino Bello ha detto: «Fratelli, mettiamoci davvero alla sequela di Gesù Cristo. Tutto il resto è inutile. Tutto il resto è retorica. Tutto il resto è commedia, è sceneggiata, se noi veramente non prendiamo questa decisione radicale di seguire Gesù Cristo».
O, come preferiva dire suor Clare Crockett, «O tutto o niente».
Al Meeting di Rimini di quest’anno è stata dedicata una mostra a suor Clare Crockett, serva di Dio, il cui processo diocesano di beatifi cazione è iniziato lo scorso anno, il 12 gennaio 2025.
Clare nasce a Derry, in Irlanda del Nord, il 14 novembre 1982, in una famiglia cattolica. Il suo sogno era diventare una stella del cinema. Ne aveva la stoffa — talento di performer, una bella voce, un carisma travolgente, una vera regina delle feste — e a soli 15 anni lavorava già in televisione e a ridosso della maggiore età un celebre network americano le offre un contratto.
Settimana Santa del 2000: le viene proposto un viaggio in Spagna, biglietto pagato. Spagna, uguale movida. In realtà quel biglietto era destinato a un pellegrinaggio. Tutto cambia: il Venerdì Santo, quasi per caso, si unisce alla fi la per baciare la croce, e quel gesto le spacca il cuore. Torna al posto e piange: «Egli è morto per me. Mi ama! Perché nessuno me l'ha detto prima?».
La conversione non fu immediata né facile. Tornata alla sua vita di sempre, tra alcol, feste e persino un piccolo ruolo in un fi lm, sentiva comunque che la “rivelazione” di questo Dio, che reclamava di colmare il suo cuore, lavorava dentro di lei; fi no a una notte in un hotel di Londra in cui comprende che nulla di tutto quello che cercava, il suo sogno di gloria, aveva più senso e che solo donarsi a Cristo poteva realmente valere la pena.
L'11 agosto 2001 entrò come postulante tra le Serve del Focolare della Madre, professando i primi voti nel 2006 e quelli perpetui nel 2010.
Da religiosa, Sr. Clare Maria della Trinità e del Cuore di Maria (questo è il nome nuovo che ha scelto) ha vissuto in diverse comunità — Belmonte, Jacksonville, Valenza — ovunque spargendo il suo entusiasmo contagioso, specialmente con i bambini e i malati terminali.
Nel 2012 arriva in Ecuador, prima a Guayaquil e poi a Playa Prieta, dove insegna, condivide il Vangelo con le famiglie povere e le comunità indigene shuar nella foresta amazzonica, sempre con la sua inseparabile chitarra e una gioia profonda, incapace di risparmiarsi nonostante caldo, stanchezza e mal di testa cronico. Negli ultimi anni la sua vita spirituale si fa sempre più intensa, con un desiderio crescente di dare la vita. O todo o nada.
Il 16 aprile 2016 Sr. Clare muore a soli 33 anni, nel violento terremoto che colpì Playa Prieta, insieme ad altre consorelle e giovani aspiranti. Erano appena tornate dalla Messa, e a pranzo di quello stesso giorno, Clare aveva detto: «Perché dovrei temere la morte, se vado incontro a Colui con cui ho desiderato ardentemente stare per tutta la vita?» Nel doc del 2021 sulla sua vita, una sorella testimonia: «Sapevo che non l’avrebbero estratta viva dalle macerie, perché negli ultimi tempi era palese che il suo cuore non era più nelle cose di qui, ma molto al di sopra».
Conoscevo suor Clare dal mio noviziato. Uno dei nostri fratelli si era imbattuto nella sua storia e non faceva che parlarne anche a noi. Nel 2023, durante un breve soggiorno in Irlanda, insieme a due confratelli, ho colto al volo l’occasione di visitare Derry, la città di Clare, dove riposa nel cimitero della città. Riposa come un seme per questa terra irlandese, in un territorio storicamente conteso da protestanti e cattolici, sporcato dal sangue di lotte fratricide, tra appartenenza politica e religiosa. Una terra che prova a riscrivere la sua storia dal basso, dai più giovani di questa generazione che riassaporano il senso della loro antica fede cattolica in modi nuovi e ispirati ai giovani testimoni che oggi scuotono la Chiesa con i loro “terremoti” di santità nuova.