Maria Cristina Ogier
Carlo Acutis, Chiara Luce Badano e Piergiorio Frassati che esempi di santità per i giovani! Oggi, vogliamo farti conoscere anche questa ragazza, già dichiarata Venerabile Serva di Dio dalla Chiesa, e che anche tu, scoprendola ora, potrai aiutarci a diffondere ed invocare affinché diventi presto una “nuova SANTA dei nostri tempi”! Guarda questo breve video e leggi questo l'articolo! Lasciati toccare ed invogliare ad AMARE senza CONFINI!
Ecco un’altra bella figura della nostra grande famiglia francescana su cui soffermarci, perché seppe vivere, nonostante la giovane età, in pienezza il suo battesimo, impegnandosi nella vita di ogni giorno e riuscendo a fare cose straordinarie. Cominciamo dall’età: Maria Cristina, nata nel 1955, mori nel 1974 all’età di 19 anni.
All’età di quattro anni le fu diagnosticato un tumore al cervello che si sviluppo progressivamente fino a porre fine alla sua giovane vita. La nostra ragazza fiorentina, conscia della sua malattia, seppe ben utilizzare i pochi anni di vita, che furono pieni di entusiasmo. Per prima cosa comprese che c’è sempre chi sta peggio di noi. La mamma la portava in giro per santuari a chiedere la grazia della guarigione. Maria Cristina andava volentieri con lei, ma chiedeva alla Madonna altre grazie: raccomandava alla Mamma di Gesù, quanti erano nella sofferenza per i più svariati motivi. E lei ne conosceva tanti! Anzi, proprio dall’esperienza dei pellegrinaggi organizzati dall’UNITALSI, decise di voler dare anche lei il suo aiuto e si fece così dama di questa benemerita associazione, che accompagna ed accudisce i malati durante i pellegrinaggi. Coinvolse anche sua madre, la quale era sbalordita per la forza di volontà della sua piccola, che serviva i malati, quando avrebbe avuto bisogno lei di essere accudita.
Le difficoltà di deambulazione e dell’uso del braccio destro causatele dalla malattia non la fermavano nell’adempimento del proprio servizio. Maria Cristina si innamorò degli altri, perché scopri nella sua malattia un disegno divino, una missione singolare. Ascoltiamo dalle parole della mamma che cosa pensava al riguardo: ≪Una mattina la bambina mi chiamo nella sua cameretta e mi disse: “Mamma, ho sognato ancora Gesù. Mi ha chiesto di portare la croce con Lui”. E tu che cosa hai risposto? Con un sorriso dolcissimo la bambina disse: “Gli ho detto di sì. Se avessi visto la sua faccia, gli avresti detto di sì anche tu≫.
Benché i genitori di Maria Cristina fossero cattolici, essi sostennero che non avevano insegnato nulla alla figlia di quanto lei aveva fatto e di come lo aveva vissuto. Dobbiamo anzi immaginare il loro dolore, acuito dal fatto che il padre, Enrico, era un celebre medico. Essi avevano cercato, dunque, di distrarre la figlia dalla propria malattia, ma fu lei a far capire loro che solo accettandola si poteva vivere proiettati verso gli altri nella gioia e nella pace. In questo dono di sé nella gioia, scopri la figura di Francesco di Assisi e chiese di entrare nel Terz’Ordine Francescano o Ordine Francescano Secolare, come si chiama oggi. Il suo desiderio di condividere il bene varco le mura delle case di riposo per anziani e anche l’oceano.
E così ebbe modo di conoscere un nostro confratello cappuccino, fra Pio Conti, che partiva per le missioni. Si fece subito promotrice di raccolte in denaro e in beni vari da inviargli, fino a far realizzare un barcone-ospedale affinché i missionari potessero portare aiuto alle popolazioni lungo il Rio delle Amazzoni. Per realizzarlo coinvolse personalmente i portuali di Livorno, che, affascinati dal suo entusiasmo, la aiutarono nel concretizzare il progetto.

Benché tutto ciò abbia dello straordinario, Maria Cristina viveva come i suoi coetanei, frequentando normalmente la scuola. Anzi, nonostante le difficolta, riuscì a diplomarsi con un anno di anticipo, pronta per iscriversi all’università. Attraverso gli studi e il mondo della sofferenza, Maria Cristina fu a contatto con i vari problemi del tempo (e non solo). Fu particolarmente colpita dal dramma dell’aborto. Poiché il padre era primario di ostetricia e ginecologia presso il Careggi, celebre ospedale del capoluogo toscano, lo coinvolse con queste parole: “Senti, babbo, sei o non sei un medico cristiano? Se non te ne occupi tu di quei bambini, chi vuoi che se ne occupi?”.
Fu da questa intuizione che nacquero i primi incontri di formazione pubblica cristiana sull’argomento e quelli che poi saranno i CAV (Centri di Aiuto alla Vita). Maria Cristina mori come era vissuta in una straordinaria ordinarietà. Tornata dalla Messa, infatti, si era seduta a tavola. Colta da un improvviso malore abbraccio la mamma e spiro.
di fr. Luca Casalicchio, Tratto da "Voce Serafica", Settembre 2023

Preghiera MARIA CRISTINA OGIER serva di Dio
O Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo,
ti rendiamo grazie per la luminosa testimonianza cristiana di Maria Cristina Ogier.
Vivificata da te ha vissuto la sua breve esistenza terrena “amando senza confini”.
Fa’, che guardando a lei, anche noi amiamo il dono della vita e sappiamo costruire,
con le nostre gioie e dolori, il mondo alla luce del Vangelo amando te nei fratelli.
Ti chiediamo, se è tua volontà,
di glorificare la tua serva Maria Cristina
e per sua intercessione concedi a noi
la grazia che ti chiediamo con grande fiducia…
Amen
Padre nostro, Ave Maria, Gloria al Padre
Giuseppe Card. Betori Arcivescovo di Firenze
Questa preghiera può essere recitata per nove giorni di seguito in forma di novena