Volti e storie: chi sono i ragazzi di CaSa 33

Dietro ogni maglia di CaSa 33 c’è una storia che merita di essere ascoltata. Non sono solo giocatori: sono ragazzi che hanno attraversato mari, montagne e deserti per inseguire un sogno di vita migliore. Alcuni sono arrivati in Italia da soli, altri con famiglie numerose che lottano ogni giorno per sopravvivere. Tutti hanno in comune una parola: speranza.
C’è Ayoub, marocchino, vent’anni appena, piedi da campione e un sorriso che illumina il campo. Ha lasciato la scuola per lavorare in fabbrica, ma quando corre dietro al pallone sembra volare. Poi c’è Elio, siciliano, portiere improvvisato, figlio di una famiglia con otto fratelli. Vive a pochi passi dal campo e porta con sé la sua allegria contagiosa, anche quando la vita gli chiede sacrifici enormi.
E ancora Leo, adottato da una famiglia italiana, origini russe, cuore grande e carattere forte: è lui che tiene unito il gruppo quando le tensioni rischiano di dividerlo. Ci sono Kanti e Youssuf, arrivati dal Mali, spaesati e silenziosi, ma con una voglia di correre che non conosce confini. E poi Zack, ivoriano, trent’anni, che lavora in fabbrica e non smette di sorridere, anche quando la fatica gli piega la schiena.
Sono ragazzi che hanno conosciuto la fame, la guerra, la solitudine. Ragazzi che spesso non hanno nemmeno un paio di scarpe per giocare, che affrontano allenamenti dopo turni massacranti in fabbrica, che vivono in stanze condivise con altri migranti. Ma quando scendono in campo, tutto cambia: il calcio diventa libertà, amicizia, riscatto.
CaSa 33 è la loro seconda casa. Qui imparano che il rispetto è più importante di un goal, che la solidarietà è la vera vittoria. Qui trovano qualcuno che crede in loro, che li chiama per nome, che li abbraccia dopo una partita persa. Per molti, è la prima volta che si sentono parte di qualcosa.
Ma questa storia non può continuare senza aiuto. Servono divise, palloni, scarpe, trasporti. Servono risorse per dare a questi ragazzi la possibilità di crescere, di integrarsi, di sognare ancora. Perché dietro ogni volto c’è un futuro che aspetta solo di essere scritto.