CaSa33

Regole, rispetto e valori: la sfida più grande di CaSa 33

lunedì 05 gennaio 2026
Quando la fatica si chiama educazione

Il calcio è molto più di un gioco. È una scuola di vita. E per i ragazzi di CaSa 33, questa verità è diventata evidente fin dal primo allenamento. Perché non basta correre dietro a un pallone: bisogna imparare a rispettare le regole, a collaborare, a controllare la rabbia. E questa, forse, è la partita più difficile.

Molti di questi giovani arrivano da contesti duri, dove la sopravvivenza è l’unica legge. Alcuni hanno conosciuto la guerra, altri la povertà estrema. Per loro, accettare una panchina senza protestare, stringere la mano all’arbitro dopo una sconfitta, non è scontato. È un percorso che richiede pazienza, dialogo, fiducia.

Alex, il giovane allenatore, lo sa bene. Ogni settimana, prima di iniziare l’allenamento, raduna i ragazzi in cerchio e parla. Non di tattiche, ma di rispetto. «Il calcio è una palestra per diventare uomini», ripete. E non è solo una frase: è un impegno. Perché dietro ogni ammonizione c’è una lezione, dietro ogni espulsione un’occasione per crescere.

Non sono mancati momenti difficili. Partite finite tra urla e proteste, espulsioni per gesti impulsivi, tensioni nello spogliatoio. Ma ci sono stati anche progressi straordinari: ragazzi che hanno imparato a chiedere scusa, a sostenere il compagno in difficoltà, a capire che la squadra viene prima dell’ego. Piccoli passi che valgono più di una vittoria.

Educare attraverso lo sport è una sfida che richiede tempo e risorse. Servono spazi sicuri, persone dedicate, strumenti per accompagnare questi giovani verso un futuro migliore. CaSa 33 non è solo una squadra: è un progetto educativo che insegna valori fondamentali.

Dietro ogni allenamento c’è un investimento: non solo economico, ma umano. E ogni contributo che riceviamo è un seme di speranza, che germoglia in ragazzi pronti a cambiare la loro vita.