Un viaggio inatteso a Kisinga

Il sogno di Kisinga: la casa che restituisce futuro ai bambini della Tanzania
Sulle alture della Tanzania meridionale, dove l’aria è sottile e la terra rossa si apre tra abeti e campi di mais, c’è un luogo in cui i sogni non solo nascono: prendono casa. Quel luogo è Kisinga, un piccolo villaggio del distretto di Makete, ferito anni fa dall’epidemia di HIV che ha portato via un’intera generazione di adulti, lasciando dietro di sé centinaia di bambini soli. In mezzo a questo silenzio, un giorno è arrivato un incontro: quello tra la missionaria tanzaniana Deborah Koko e Francesca e Federico, i fondatori italiani della Onlus Venite e Vedrete (VeV). Da quel momento, il dolore ha cominciato a trasformarsi. Lì, dove c’erano ferite, ha iniziato a nascere una casa. Una casa vera. Una famiglia. La VeV Children’s Home.
Un villaggio ferito dall’HIV, un sogno che diventa casa
Nei primi anni 2000, l’epidemia di HIV ha colpito duramente la popolazione adulta di Kisinga, lasciando oltre 600 bambini orfani, spesso affidati a nonni anziani o completamente soli. L’incontro tra VeV e Deborah Koko ha aperto la strada alla costruzione della VeV Children’s Home, una casa-famiglia nata su un terreno donato dagli abitanti del villaggio e costruita grazie alla solidarietà raccolta in Italia. Noi li abbiamo conosciuti ad Assisi, nel 2010, durante l’inaugurazione dell’oratorio dedicato a Carlo Acutis: è stato un momento speciale da cui è scaturita una profonda condivisione dello spirito missionario.
“Venite e Vedrete”
La VeV Children’s Home: molto più di una casa
Oggi la casa di Kisinga ospita stabilmente un gruppo di adolescenti che negli anni sono cresciuti insieme, formando una famiglia non di sangue, ma di scelte e dedizione quotidiana. Attorno a loro, però, pulsa una comunità ancora più ampia: oltre 200 bambini orfani raggiungono la casa ogni domenica e nelle feste per ricevere un pasto caldo, sostegno e momenti di condivisione.
La casa non è solo un rifugio: è diventata un centro sociale e educativo, un esempio concreto di vita comunitaria, un luogo dove i bambini imparano a sentirsi parte di una famiglia più grande: qui studiano, lavorano nei campi, cantano, giocano e collaborano alle attività della casa. È una testimonianza viva del legame che unisce la missione alla gente del posto e al villaggio intero.

Federico e Francesca Santi
Il ruolo dei fondatori: costruire ponti, non muri
Il progetto VeV non nasce come un gesto assistenzialista, ma come un percorso di ricostruzione del tessuto sociale, vuole non solo salvare bambini in difficoltà, ma generare un cambiamento nel villaggio, promuovendo affetto, responsabilità e crescita umana. Francesca e Federico Santi, fondatori di VeV insieme ai volontari italiani non si limitino a portare aiuti materiali: visitano periodicamente la casa, condividono tempo ed esperienze, seguono da vicino i percorsi educativi dei ragazzi. Viaggi missionari che raccontano questo rapporto diretto, che permette a molti sostenitori di “toccare con mano il bene” che si costruisce insieme alla comunità locale.
Un modello che guarda al futuro
La VeV Children’s Home vive oggi grazie alle donazioni, ma il progetto futuro punta all’auto sostenibilità: coltivazioni locali, attività educative e piccole iniziative comunitarie potranno, nel tempo, garantire autonomia alla casa e ai ragazzi. Nel frattempo, l’opera continua a crescere: negli anni sono state inaugurate più strutture e sono stati coinvolti sempre più bambini, con percorsi scolastici e formativi che consentono loro di costruire un futuro dignitoso.Il progetto è anche un simbolo di empowerment: la presenza di Deborah Koko come madre e guida, e l’impegno dei fondatori nel promuovere istruzione, dignità e diritti, mostrano un modello di missione che unisce coraggio, visione e umanità.
Un sogno che continua
Il sogno di Kisinga, nato da un incontro e diventato casa, continua a espandersi. Nei volti sorridenti dei bambini che affollano il cortile della VeV Children’s Home, nelle mani che costruiscono mattoni, nelle voci dei bimbi che cantano, c’è la prova tangibile che dalle ferite più profonde possono nascere una comunità nuova, una famiglia allargata, un futuro diverso.
Un sogno che non appartiene solo a chi vive a Kisinga, ma a chiunque creda che l’amore – condiviso, concreto e quotidiano – possa trasformare il mondo, un bambino alla volta.