
Si chiude una stagione intensa per CaSa 33, segnata da sfide, crescita e nuovi importanti traguardi. Il terzo anno di attività ha rappresentato per i ragazzi un passaggio decisivo: non solo sul piano sportivo, ma anche umano e comportamentale. Fin dall’inizio, lo staff ha chiesto un passo in avanti, ponendo obiettivi chiari: migliorare i risultati dell’anno precedente e, con coraggio, iniziare a guardare alle zone alte della classifica.
L’avvio aveva lasciato ben sperare, con una vittoria nella prima giornata di campionato. Ma subito dopo è arrivato un lungo periodo difficile: per ben 14 partite la squadra non è riuscita a ritrovare il successo, chiudendo il girone d’andata con appena 7 punti, addirittura meno rispetto alla stagione precedente. Un momento delicato, in cui il rischio più grande era quello delle divisioni interne, del “chiacchiericcio” che può minare la serenità di un gruppo.
Proprio in questa fase, però, è emersa la forza di CaSa 33: i ragazzi hanno scelto di restare uniti, continuando a lavorare con fiducia e determinazione. Segnali incoraggianti, infatti, non erano mai mancati; serviva solo ritrovare consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Con l’arrivo del nuovo anno e l’inserimento di alcuni nuovi giocatori – attesi per mesi a causa delle pratiche burocratiche – il gruppo ha ritrovato equilibrio e slancio.
I risultati non si sono fatti attendere: nelle successive dieci partite la squadra ha subito una sola sconfitta, centrando così il primo obiettivo stagionale, superare i 23 punti dell’anno precedente. Un traguardo raggiunto in una gara memorabile: la vittoria casalinga per 4-3 contro una delle squadre protagoniste del campionato, culminata nella prima tripletta nella storia di CaSa 33. Un successo che si aggiunge ad un’altra impresa significativa, il 1-0 sul campo della capolista, poi vincitrice del campionato.
A premiare questo percorso è arrivato anche un riconoscimento speciale: dopo aver raggiunto quota 24 punti, CaSa 33 è stata invitata ad assistere alla partita Italia–Irlanda del Nord a Bergamo, valida per le qualificazioni mondiali. Un’esperienza indimenticabile, resa ancora più intensa dal fatto che per molti ragazzi si trattava della prima volta allo stadio. Un segno concreto di attenzione da parte della FIGC verso il progetto e i suoi valori.
Non meno importanti i progressi sul piano umano. La stagione ha visto significativi miglioramenti nel comportamento di molti ragazzi, pur non mancando momenti difficili e scelte educative impegnative. Decisioni prese con la consapevolezza che, talvolta, anche un “no” può rappresentare un passaggio fondamentale per la crescita.
Il campionato si è concluso con un decimo posto e 28 punti: il miglior risultato nei tre anni di attività. Un bilancio positivo, che lascia però anche spazio a un pizzico di rammarico: la squadra ha dimostrato di potersela giocare con chiunque e, con qualche dettaglio in più, avrebbe potuto ambire a posizioni ancora più prestigiose.
A suggellare la stagione, il tradizionale viaggio di fine anno, quest’anno a Firenze, in occasione del terzo compleanno di CaSa 33, celebrato il 30 maggio. Tre giorni ricchi di emozioni: dalla visita al centro tecnico federale di Coverciano – con l’incontro ravvicinato con i campioni della Nazionale – all’ospitalità presso il convento dei Frati Cappuccini di Montughi, fino alla partita amichevole giocata in città.
Momento centrale del viaggio è stato, come da tradizione, il “cerchio” finale a Fiesole: un’esperienza di condivisione profonda, in cui ogni ragazzo ha potuto raccontare la propria stagione, le emozioni vissute e i sogni custoditi. Un gesto semplice ma potente, che trasforma la squadra in una vera famiglia, capace di ascoltarsi e sostenersi.
Guardando al futuro, CaSa 33 è già al lavoro per la prossima stagione, con il desiderio di continuare a crescere e migliorarsi. Intanto, lo spirito di comunità prosegue anche fuori dal campo: per i Mondiali è stato allestito un maxischermo nel campo di allenamento, dove una ventina di ragazzi – provenienti da ben 14 nazionalità diverse – si ritroveranno per vivere insieme le emozioni del calcio, a partire dalla sfida tra Francia e Senegal.
Perché, come ricordano gli educatori di CaSa 33, condividere un sogno è una delle più grandi forme di fiducia. E questo sogno, oggi più che mai, continua a essere un cammino comune.