Le fattorie in città. Un’opportunità per grandi e piccini
Fattorie didattiche, oasi biodidattiche… chiamatele come più vi piace, ma in ogni caso si tratta di spazi verdi, situati nelle città o nelle zone rurali limitrofe, pensati per dare servizi educativi e ricreativi – rivolti in gran parte a bambini e scuole, ma anche ad adulti – tramite il contatto diretto con piante e animali. In un mondo in cui molti bambini, specie nelle città, non hanno mai avuto modo di vedere e toccare con mano piante e animali, e di rendersi conto da dove arriva ciò che mangiano, è facile capire l’importanza di luoghi come questi. Ufficialmente queste fattorie urbane accreditate in Italia sono circa 3 mila, ma il loro numero cresce rapidamente. La loro origine è da rintracciare all’inizio del Novecento negli USA e in Nord Europa, nelle periferie dei centri urbani; la prima fattoria propriamente cittadina è nata nel 1972 a Londra, nell’ambito di un movimento di recupero delle aree abbandonate e degradate della metropoli. In Italia il primo gruppo permanente di fattorie didattiche è stato creato nel 1997.
Tra le più recenti City Farm italiane c’è quella inaugurata a novembre scorso nell’area verde delle Edizioni Frate Indovino a Perugia, parte del progetto CEI 8xmille “Semi di Carità” promosso da Caritas diocesana Perugia-Città della Pieve, e realizzata dall’Ente Fondazione di Carità San Lorenzo. Questa fattoria urbana viene definita come “laboratorio di ecologia integrale” e prevede diversi percorsi di educazione ambientale rivolti a bambini e ragazzi per promuovere comportamenti responsabili verso il Creato, partendo dalla lettura di libri illustrati a tema. Si va dai laboratori didattici sulla coltivazione sostenibile di ortaggi e piante officinali alle visite guidate alla fattoria per conoscere gli animali (capre, galline, pecore), dalle attività pratiche per imparare a ridurre i rifiuti e riciclare, compostare e riutilizzare i materiali alla land art, la realizzazione di manufatti artistici con acqua, terra e altri materiali. La City Farm dispone poi di un forno a legna in muratura, utilizzato per i laboratori di panificazione, dove i bambini possono scoprire il valore del grano e della farina, manipolarla, far lievitare l’impasto, e infine cuocere il pane da portare a casa. Il tutto con un approccio volto a valorizzare le relazioni, sia interpersonali che con l’ambiente. Non mancano nemmeno gli incontri di pet therapy, letteralmente di “terapia con gli animali da compagnia”, per persone con disabilità: sono infatti numerosi i benefici del contatto con gli animali riconosciuti per diverse patologie.
“L’idea nasce dal voler dare ai bambini la possibilità di vedere, anche in ambiente urbano, ciò che la natura offre – spiega Simona Bianconi, educatrice, della Fondazione –; così da restituire loro, tramite un approccio di outdoor education (istruzione all’aria aperta) la dimensione del rispetto dell’ambiente. Ci siamo ispirati in questo sia alla Laudato si’ che agli Obiettivi 2030 delle Nazioni Unite: salute e benessere, istruzione di qualità, lavoro dignitoso, città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabili, lotta al cambiamento climatico”.
tratto dal mensile "Frate Indovino", n.1, 2025