Amazzonia

Prima azione del progetto "Sorella Amazzonia"

martedì 15 settembre 2026
Un'esperienza di partenariato tra i frati cappuccini e i medici dell''INMI Spallanzani per la salute delle popolazioni indigene del Rio Solimões

Nel cuore dell'Amazzonia brasiliana, dove il grande Rio delle Amazzoni è spesso l'unica strada possibile, vivono migliaia di persone indigene che ogni giorno affrontano difficoltà sanitarie, sociali e ambientali. È qui, nell'Alto Solimões, al confine tra Brasile, Perù e Colombia, che nasce Sorella Amazzonia, un progetto di cooperazione internazionale promosso dalla Fondazione Assisi Missio ETS, espressione sociale dei Frati Minori Cappuccini del Centro Italia, in partenariato con l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” e la Vice Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Amazonas e Roraima.

I frati Cappuccini sono presenti in questa regione da oltre cento anni. Accanto all'annuncio del Vangelo, hanno sempre condiviso la vita delle comunità indigene, sostenendole nei bisogni quotidiani e promuovendo percorsi di sviluppo umano e sociale. A questa presenza ora si affiancano le competenze specifiche nel campo delle malattie infettive e tropicali dell’INMI “Lazzaro Spallanzani” con l’obiettivo di migliorare l'accesso alle cure e la prevenzione delle malattie infettive nelle popolazioni native.

L'Alto Solimões, dove nel 1909 è sorta la missione dei frati cappuccini, ospita circa 73 mila indigeni appartenenti a diverse etnie. Qui persistono tutt’oggi gravi problematiche sanitarie: infezioni respiratorie e gastrointestinali, malaria, tubercolosi, arbovirosi e altre malattie tropicali continuano a rappresentare una minaccia costante e l’elevata mortalità infantile. A queste si aggiungono le conseguenze dei cambiamenti climatici, che alterano il corso del fiume e mettono a rischio gli equilibri sociali e culturali delle popolazioni locali, come i Tikuna, storicamente legati alla pesca e alla vita del Rio e problemi di carattere sociale come le problematiche di salute mentale e i suicidi tra gli adolescenti, nonché fenomeni di violenza di genere e abuso di alcol.

Il progetto Sorella Amazzonia prevede un programma di formazione degli operatori sanitari, attività di telemedicina, potenziamento delle capacità diagnostiche e sistemi di sorveglianza epidemiologica. Oltre alle attività in presenza effettuate operando direttamente nei territori delle missioni cappuccine, medici e professionisti della salute potranno confrontarsi anche a distanza, fruire di consulenze specialistiche e sviluppare competenze utili ad affrontare non solo le malattie oggi presenti ma anche contrastare eventuali future emergenze sanitarie.

Dal punto di vista medico sanitario, per l'Italia e per la comunità scientifica internazionale il progetto rappresenta un'importante opportunità di crescita e collaborazione. Da un lato favorisce lo sviluppo di competenze avanzate nella medicina tropicale e nelle malattie infettive emergenti; dall'altro contribuisce a rafforzare le strategie di prevenzione e risposta alle future pandemie. L'iniziativa consolida inoltre il dialogo e la cooperazione sanitaria tra l'Italia e il sistema sanitario brasiliano, promuovendo lo scambio di conoscenze, la formazione degli operatori e il rafforzamento delle capacità locali. Un impegno che produce benefici concreti anche per la salute pubblica italiana, in un mondo sempre più interconnesso, dove la tutela della salute globale rappresenta una responsabilità condivisa.

Sorella Amazzonia non è soltanto un progetto sanitario ma è un segno concreto di fraternità frutto del carisma di San Francesco. È una via per costruire relazioni e condividere conoscenze mettendo al centro la dignità della persona perché la salute delle comunità, la cura del creato e il futuro dell'umanità sono intimamente legati tra loro.

“Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura.”

Mc 16,15