Spiritualità

Francesco, uomo di Pace

lunedì 16 febbraio 2026 Card. Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini
Francesco ci insegna a vivere la pace sia come impegno per il bene comune, sia come cammino di conversione personale.

San Francesco nel suo profondo legame con Cristo e nella sua radicale scelta di vita, ha incarnato in modo straordinario il concetto di pace, inteso non come semplice assenza di conflitto, ma come cammino di giustizia, fraternità e riconciliazione. Questo messaggio risuona oggi con forza nel nostro mondo così lacerato da divisioni, guerre e crisi ecologiche. Francesco ci invita a vivere la pace come un impegno quotidiano, che richiede la partecipazione di ciascuno per rendere il mondo più giusto e fraterno.

Per lui, infatti, la pace non è un concetto astratto. È stata la sua scelta radicale di vita a renderlo “uomo di pace”. Per esempio, ha vissuto la povertà non solo come rinuncia ai beni materiali, ma anche come cammino di libertà da ogni forma di potere, come antidoto alla violenza che nasce dal desiderio di possesso e dalla competizione. Non si può costruire la pace se non si è pronti a fare un passo indietro, a rinunciare all’egoismo e alla volontà di sopraffazione a favore di un cammino di fraternità, in cui tutti sono uguali davanti a Dio e ciascuno è rispettato e accolto senza diffidenze o paure.

San Francesco ha vissuto in un’epoca di forti tensioni politiche e religiose, sia in ambito locale, che europeo e mediorientale, in un contesto segnato dalle crociate. Ha intrapreso un cammino di dialogo e di incontro tra cristiani e musulmani, quando sembrava impensabile immaginare un ponte tra mondi così distanti. Uno dei momenti più significativi della sua vita è stato infatti l’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil, durante la Quinta Crociata. Mentre i cristiani combattevano in nome della fede, Francesco scelse di non usare le armi, ma di parlare con il cuore, andando incontro disarmato al nemico.

Questo gesto di Francesco non fu solo un episodio di coraggio, ma anche un atto profetico che ci invita a considerare l'altro non come un pericolo da combattere, ma come un fratello da incontrare. Francesco non voleva imporre la sua fede con la forza, ma offrire la pace come un dono, mostrando che la vera pace passa attraverso il riconoscimento della dignità di ogni essere umano, anche di chi è del tutto diverso da noi.

Un altro aspetto fondamentale della spiritualità di “uomo di pace” è il suo rapporto con la natura. Francesco vedeva in ogni elemento della creazione un segno dell'amore di Dio, e quindi un invito a vivere in armonia con essa: la pace non solo tra gli uomini, ma tra l’uomo e la terra, l’uomo e gli animali, l’uomo e il cosmo intero.

Oggi, il suo rapporto con la creazione appare particolarmente attuale, considerando la crisi ambientale che stiamo vivendo. La pace con il creato, infatti, è una pace che riguarda anche noi, e che si traduce nell’impegno per la tutela dell’ambiente, nella lotta contro lo sfruttamento delle risorse naturali, nel rispetto di tutte le forme di vita. Il grido di Francesco per "fratello sole" e "sorella luna" ci chiama a un cambiamento radicale di mentalità, a riconoscere che l’armonia tra l’uomo e la natura è essenziale per costruire una pace autentica.

Francesco ci insegna a vivere la pace sia come impegno per il bene comune, sia come cammino di conversione personale. Facciamo allora nostra la preghiera a lui attribuita: "Signore, fammi strumento della tua pace".

 

Tratto dal Calendario 2026 di Frate Indovino