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Fratelli tutti (e sorelle tutte)

09 ottobre 2020
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Arrivata puntuale il 3 ottobre con la firma apposta in calce dal pontefice nella città del Poverello, ecco la tanto annunciata enciclica Fratelli tutti, la terza firmata da papa Francesco. Bergoglio chiude il cerchio del suo pensiero, riassumendo la dimensione sociale del Vangelo nell’affermazione della fraternità universale che per i cristiani trova il suo vero significato nel Vangelo, ma che è per e di tutti.



Il testo di Fratelli tutti appare un frutto maturo del pensiero magisteriale del papa argentino, anche perché – cosa non secondaria − sostanzialmente è stato scritto nel corso del confinamento dovuto al Covid-19, quindi nelle condizioni ideali per poter concentrarsi e scrivere in un contesto sociale, sanitario e mediatico assolutamente unico, che ha messo di nuovo in luce la necessità di una riflessione interiore ma anche di evidenziare di nuovo e con più forza le grandi questioni di un oggi complesso.

L'enciclica non è quindi un piccolo documento, contando più di 240 pagine, ma è ben articolata ed è al solito estremamente leggibile. Fratelli tutti è un grande sforzo di sintesi messo in atto da Francesco; è in qualche modo il sogno di un papa che vuol essere vicino alla gente, con un linguaggio al solito comprensibile da tutti, salvo alcuni passaggi in cui emergono le dimensioni un po’ più filosofiche e teologiche, cioè le basi del pensiero di Bergoglio.

Sin delle prime battute il pontefice dichiara senza equivoci la sua prospettiva cristiana e cattolica, ma nel contempo mostra come l’enciclica Fratelli tutti sia stata pensata per ogni persona di buona volontà, anche per chi non è cristiano e addirittura per chi non ha una fede particolare.

Il papa presenta la fraternità come metodo e orizzonte, come espressione della più profonda vocazione umana. Ma la mitezza e la delicatezza dell’amore fraterno invocato dal papa non esimono dalla denuncia di comportamenti colpevoli dei sistemi economico e di pensiero legati al capitalismo selvaggio e alle politiche sovraniste. Ciò non può far piacere a tanti potenti. Sia come sia, l’amicizia sociale e la fraternità non sono più degli optional in questo nostro mondo, così vasto geograficamente, ma anche spiritualmente atrofizzato.

Michele Zanzucchi

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