Un Calendario che ha fatto storia

Nato 80 anni fa su iniziativa di un minore cappuccino, è diventato un simbolo dell’identità nazionale.
Patrimonio della cultura italiana
Il Calendario di Frate Indovino è ormai un’eccellenza del patrimonio culturale italiano. Oltre alle riflessioni profonde che partono dalla spiritualità francescana da cui è scaturito, poco più di ottanta anni fa, nelle sue pagine propone notizie e informazioni utili e curiose in maniera semplice e istruttiva, ironica e divertente. Nacque, infatti, nel Natale del 1945 a Perugia per iniziativa di padre Mariangelo da Cerqueto (al secolo Mario Budelli) che attraverso questo almanacco allegro e colorato riuscì a creare uno stretto legame tra il convento e la vita domestica, una sintesi del carisma cappuccino, uno strumento capace di diffondere fede, principi morali e conoscenza a tutta la famiglia e, al tempo stesso, infondere ottimismo, letizia, serenità e buon umore.
Fedele compagno per ogni famiglia
Da allora il Calendario accompagna ogni anno i suoi lettori nella quotidianità ed è rimasto un punto di riferimento per milioni di italiani, da Nord a Sud: genitori e figli, nonni e zii, impiegati, professionisti e manager, operai e contadini si sentono sostenuti e confortati nell’affrontare i piccoli e grandi problemi dell’esistenza, a superare momenti di crisi e incertezze, personali e collettive. Appeso su una parete della cucina, di un ufficio o di una bottega, il Calendario presenta, in ciascuna pagina, a fianco e intorno alla scansione dei giorni, “riquadri” dove si possono leggere news, storie e rubriche che interessano la vita pratica, con consigli di erboristeria, antichi rimedi per i malanni di stagione, ri- cette della buona cucina casalinga, segreti per la coltivazione dell’orto e la cura del giardino, motti e proverbi della tradizione popolare e curiosità di ogni genere. E il tutto è sempre sapientemente e armoniosamente “condito” da colorate illustrazioni. Richiami evangelici e mariani, spunti di catechesi, preghiere e vite dei santi, brevi meditazioni e commenti ai fatti che accadono nel mondo entrano in vari contesti sempre in modo garbato e con lo stesso sguardo amorevole e misericordioso di san Francesco.
Saggezza e buonumore
Ma il protagonista, colui che tiene per mano il lettore “mettendoci la faccia” è sempre lui, Frate Indovino, quel religioso bonario e rassicurante rappresentato con il saio marrone dell’Ordine cappuccino, gli occhiali tondi, la lunga barba bianca e le mani aperte nel segno dell’accoglienza che non si stanca mai di portare una parola buona ogni giorno. Assomiglia al Babbo Natale di una pubblicità di uno dei marchi più famosi al mondo, ma non ha nulla a che vedere con lui. Perché si chiama così? I primi numeri dello speciale lunario, che nel primo dopoguerra venivano regalati ai lettori del periodico Voce Serafica, riportavano l’andamento delle stagioni previsto, cioè “indovinato”, da padre Mariangelo, che del giornale era direttore, osservando le fasi lunari e i segni della natura. Un racconto sobrio, spesso venato di umorismo, che conteneva previsioni meteorologiche per tutto l’anno e i consigli per una buona semina. Si cominciò con 2.000 copie, distribuite perlopiù in Umbria, tra le famiglie contadine. L’idea piacque e prese subito piede: nel giro di poco tempo l’avventura editoriale si sviluppò, il Calendario venne arricchito di altre notizie interessanti e la tiratura crebbe in modo esponenziale fino a toccare i 6 milioni di copie stampate per ogni numero. E, per di più, Frate Indovino è diventato rivista mensile (quella che state leggendo), casa editrice ed è sbarcato sul web. Un successo inaspettato il cui segreto sta nella continuità e nella fedeltà al messaggio originale pensato e voluto da padre Mariangelo, il quale continua a vivere attraverso la sua creatura di carta. Anche graficamente l’almanacco ha mantenuto l’iniziale impostazione e identità: un altro elemento che lo distingue.
Un francobollo, il tributo di una nazione
Il Calendario di Frate Indovino, grazie alla condivisione e all’affetto manifestato dai suoi lettori nei suoi ottant’anni di vita, è entrato nel patrimonio culturale italiano, come dicevamo. E a “certificare” questo valore è il riconoscimento di un’emissione filatelica, che lo consacra come testimonianza viva di una tradizione popolare capace di unire spiritualità, conoscenza, memoria e quotidianità. Uno strumento di informazione dalle solide radici ispirato dal carisma del Poverello di Assisi. E proprio quest’anno, in coincidenza con le celebrazioni per l’VIII centenario del transito di san Francesco, che riporta l’attenzione del mondo sulla figura del patrono d’Italia e sulla sua attualità, è arrivata questa speciale gratifica: il nuovo francobollo verrà presentato il 14 maggio presso lo Stand T121 - Padiglione Oval alle ore 12.00, nel cuore di uno dei più importanti appuntamenti culturali d’Italia: il Salone Internazionale del Libro che si svolge ogni anno a Torino. Durante l’evento sarà possibile assistere anche all’annullo postale, momento simbolico che trasformerà questo riconoscimento in una memoria tangibile destinata a collezionisti, appassionati e a tutti coloro che custodiscono il Calendario come un pezzo della propria storia.
Tratto dal mensile "Frate Indovino", n.04, 2026