Il punto

La scuola e il piacere di studiare

martedì 01 settembre 2026 di Alessandro Zaccuri
Un invito a riscoprire il vero significato della scuola: non solo un obbligo, ma un luogo dove coltivare la passione per la conoscenza

Ricomincia la scuola e a scuola si deve andare, almeno fino a una certa età. Su questo, per forza di cose, siamo tutti d’accordo. Ma perché è bene andare a scuola? Anzi, perché andare a scuola può essere bello, divertente, emozionante? Sono domande che da un po’ di tempo non ci facciamo più e questo, se ci pensiamo, è un problema molto serio. Nel nostro Paese, in particolare, ci siamo abituati a seguire le notizie relative al mondo scolastico come se fossero le cronache di una continua trasformazione. Ogni anno c’è qualcosa di nuovo. Nuovi indirizzi, nuovi programmi, nuove modalità di esame. Tanti come, pochissimi perché.

Sostenere che a scuola si va per ottemperare a un obbligo di legge non è abbastanza per nessuno, nemmeno per chi le leggi le promulga e le fa rispettare. Esistono ormai molte ricerche, a livello nazionale e internazionale, che lanciano l’allarme sulle ridotte capacità di comprensione di un testo scritto o sull’incapacità di eseguire semplici operazioni matematiche. Di solito si dà la colpa agli smartphone e ai social (fino a prova contraria, sono stati gli adulti e non i ragazzi a inventarli), ma numerosi segnali confermano un altro elemento: subordinare il percorso scolastico alle esigenze del mondo del lavoro è stato e continua a essere un errore.

Mai come negli ultimi decenni, infatti, le professioni si sono evolute a un ritmo vertiginoso, rispetto al quale l’intero sistema educativo è destinato a trovarsi drammaticamente in ritardo. Se a chi studia si toglie il piacere di studiare, succede che chi dovrebbe imparare non impara mai niente. Per essere più precisi, non impara mai niente per il gusto di impararlo. La scuola dovrebbe essere anzitutto scuola di curiosità e di gratuità. Altrimenti, non resta che arrendersi alla logica dell’obbligo, che scontenta tutti e non porta vantaggi a nessuno.

Tratto dal mensile "Frate Indovino", n.09, 2026