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Frate Indovino

Il Calendario dell'Avvento

Le età dell'uomo

05 novembre 2019
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Punto 26 del testo

Ancora giochi d’immagini, di allegorie, di parole, per le età dell’uomo. Il dato naturale, biologico, si riempie di significati metaforici. Le età dell’uomo sono, in sostanza, una sottospecie delle età del mondo, perché le une simboleggiano le altre e viceversa. Nel Medioevo (epoca da noi presa in considerazione) ci si assestò in prevalenza sul sette come numero delle età dell’uomo. Tutto ciò fu mutuato anche in seguito…


In letteratura l’espressione massima di quest’idea si deve a William Shakespeare, che nella sua commedia As You Like It (Come vi piace), degli anni 1599-1600, mette in bocca a uno dei protagonisti, Jacques, il monologo appunto delle sette età, che inizia così: «Tutto il mondo è un palcoscenico sul quale (...) ognuno, durante la sua vita, recita molte parti, e gli atti sono le sue sette età». Seguono le descrizioni di queste: the infant, the schoolboy, the lover, a soldier, the justice, the sixth age, the second childhood.


Piuttosto che seguire questo motivo nella letteratura, conviene vederne qualche realizzazione iconografica.

Un ciclo delle Sette età è dipinto nella chiesa di Sant’Ambrogio a Chironico, nel Canton Ticino. Risale al 1340 circa, il pittore è un certo Pietropaolo da Menaggio, la località sul Lago di Como. Si tratta di sette medaglioni tratteggiati a due colori (seppia e nero). La figura umana delle diverse età è accompagnata dalla personificazione o dal simbolo di una Virtù da perseguire o di un Vizio da respingere. Il bambino dell’Infantia tiene in mano una colomba e ha accanto la Grazia. Il ragazzo dell’Adolescencia si contempla vanitoso in uno specchio mentre si pettina, il che allude alla Carità (amore) ma anche alla Lussuria. Il giovanotto della Iuventus sorregge un peso, che simboleggia la Fortezza, ma pende verso la Superbia. L’uomo della Virilitas accumula ricchezze giovandosi dell’Onestà, controbilanciata però dall’Avarizia (avidità). L’anziano della Senectus è chiamato a sviluppare la Pazienza e non cadere nella Disperazione. Il vecchio della Decrepitas giace moribondo nel letto, vegliato dalla Pietà divina.

Agli anni di passaggio fra Tre e Quattrocento risalgono i cicli pittorici del Palazzo Trinci di Foligno. I Trinci erano i signori della città. Al pittore folignate Giovanni di Corraduccio si deve la sequenza delle Sette età dell’uomo, dipinta tra il 1406 e il 1407 nel corridoio di passaggio tra il palazzo e la cattedrale. La particolarità sta nel fatto che ogni figura d’uomo porta un cartiglio con una scritta in antico francese. Queste scritte sono un po’ rovinate, ma Maria Luisa Meneghetti è riuscita a leggerle, traducendole così: «Bambino, cosa richiede la tua infanzia? (...) salute e crescita. Ragazzo, cosa desideri? lunga estate e breve inverno. Giovinetto, cosa chiedi? (...) ben cresciuto. Giovane, cosa significa quel fiore? gioia di cuore, piacere d’amore. Valentuomo, come hai vissuto? (...) ho fatto elemosine. Non si legge il cartiglio del Vecchio. Decrepito, perché sei così malandato? tutto finisce, salvo le buone opere».

Nel Duomo di Siena una delle tarsie marmoree del magnifico pavimento raffigura, all’interno di sei ottagoni, in senso orario, l’Infantia, la Pueritia, l’Adolescentia, la Iuventus, la Virilitas, la Senectus. Gli ottagoni contornano una losanga centrale con la Decrepitas - immagine tristissima: un vegliardo che s’incammina faticosamente verso un sepolcro scoperchiato, che lo attende. L’autore fu, nel 1475-76, lo scultore senese Antonio Federighi. La tarsia originale si è deteriorata; la sostituisce un rifacimento (fedele) del 1871.
 
Punto 27 del testo

Le sette età dell’uomo, non solo nella letteratura, ma anche nell’arte!

Iconograficamente, si riscontra lo stesso accostamento in un altro ciclo del già ricordato Palazzo Trinci di Foligno: sopra gli splendidi Sette giorni della settimana scorrono le ore del giorno, rappresentate dalla posizione del Sole e della Luna nel cielo (un cerchio diviso tra notte e giorno). Ciascuna delle ore è abbinata alla personificazione di un’Età. Hai così sette passaggi con tre figure:
 
 
Giorno
 
 
Età
 
 
Ora
 
Lunedì (la Luna)
Decrepitezza
Mattutino
Martedì (dio Marte)
Infanzia
Aurora
Mercoledì (dio Mercurio)
Puerizia
Terza
Giovedì (dio Giove)
Adolescenza
Sesta
Venerdì (dea Venere)
Giovinezza
Nona
Sabato (dio Saturno)
Virilità
Vespro
Domenica (il Sole)
Vecchiaia
Compieta
 

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