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Frate Indovino

Il Calendario dell'Avvento

L'anno: tutto dipende dal Sole, di nuovo

11 novembre 2019
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Punto 15 del testo

Ancora una volta il modo di vivere medievale con i cicli annuali degli imprescindibili prodotti agricoli, era strettamente collegato all’anno solare. Le quattro stagioni interessavano gli aspetti economici, sociali ed anche religiosi del Medioevo.

Alle stagioni sono legati i punti cardinali: alla primavera l’oriente, poiché lì nascono tutti i frutti della terra; all’estate il meridione, essendo questa parte la più infuocata dal calore; all’inverno il settentrione, poiché intorpidisce col freddo e il gelo; all’autunno l’occidente, per le gravi malattie che porta con sé, dovute allo scontro tra freddo e caldo. Ciascuna stagione inoltre ha dei significati allegorici: la primaveraè il battesimo o il rinnovamento della vita, l’estate la gioia futura o il fervore di carità, l’autunno il tempo del Giudizio universale, l’inverno la tribolazione o il termine della vita mortale.

Le stagioni sono cosa differente dagli altri cicli cronologici. Il succedersi delle stagioni è una sorta di orologio biologico, è un fatto percepito dagli uomini in modo immediato, a pelle. Lo stesso avviene soltanto per il giorno; non per l’ora, il mese, l’anno. Un’altra differenza sta in questo, che le stagioni non valgono come criterio per datare. I documenti, per essere collocati nel tempo lineare, portano il giorno, il mese, l’anno e magari altro, ma nessun documento porta la stagione.

 
 
Punto 16 del testo

L’alternarsi di equinozi e solstizi, delle quattro stagioni, dei mesi e delle settimane riporta al concetto dell’andamento circolare e ripetitivo dello scorrere del tempo…

L’anno è la misura-simbolo del tempo circolare. La radice della parola, an-, significa “ciclo”, “giro”, “ritorno periodico”. Come nella parola anulus o annulus, ‘anello’. Il corso dell’anno era chiamato circulus anni e, meno spesso, rota anni e cursus annuus. Nell’iconografia medievale, lo schema compositivo più usato è quello circolare: l’Anno è rappresentato come una figura maschile in trono che tiene nelle mani il Sole e la Luna, posta al centro di uno o due cerchi concentrici decorati con i segni dello Zodiaco, con le raffigurazioni dei mesi o con i simboli delle stagioni. Spesso si ha un’identificazione esplicita dell’Anno con Cristo, come simbolo dell’ordine geografico e cosmologico del mondo, del ritmo delle stagioni e dei mesi, dell’ordine delle cose. A giustificare queste creazioni provvedeva l’esegesi cristiana. Il frutto migliore di essa è un bellissimo brano di Sicardo vescovo di Cremona (morto nel 1215), «il quale intende l’anno come simbolo di Cristo, le stagioni come quello degli evangelisti, mentre i mesi potrebbero corrispondere ai dodici apostoli» (Xavier Barral i Altet, 1991).

 
Punto 17 del testo

L’anno lunare, nel Medioevo, aveva una sua importanza specifica, soprattutto in due ambiti: i lavori agricoli e il calendario liturgico. Era ed è importante sapere il giorno in cui cade la “Luna nuova” (o novilunio). Come colmare la differenza di 11 giorni tra l’anno lunare, 354 giorni, e l’anno solare, 365 giorni? Lo si fece intercalando tra i mesi lunari un mese supplementare di undici giorni (tredicesima lunazione). Questa “aggiunta” (in greco epágo) si chiama epatta. Qui di seguito un simpatico approfondimento. Il resto sul fascicolo del nostro Calendario dell’Avvento!

Poiché il ciclo comincia con l’anno 1 a. C., per trovare il numero d’oro di un qualsiasi anno dell’era di Cristo basta aggiungere alla cifra dell’anno una unità e dividere per 19. Il resto corrisponde al numero d’oro. Qual è il numero d’oro di quest’anno? Contiamo: 2019 + 1 = 2020; 2020: 19 = 106 con resto 5. Il 2019 ha numero d’oro 5. Infatti nel ciclo attuale, come si è detto, il numero d’oro 1 l’ha avuto il 2014. E allora ricorda, cortese lettore: quando arriverai al numero d’oro 19, ossia al 2033, per l’epatta dovrai aggiungere 12 giorni, non 11: non sbagliare!
 
 
Esercitazioni sull’epatta
 
 
(a) Il primo ciclo di 19 anni
 
anno di Cristo
numero d’oro
epatta
1 a. C.
1
-
1 d. C.
2
11
2 d. C.
3
22
3 d. C.
4
3
4 d. C.
5
14
5 d. C.
6
25
6 d. C.
7
6
7 d. C.
8
17
8 d. C.
9
28
9 d. C.
10
9
10 d. C.
11
20
11 d. C.
12
1
12 d. C.
13
12
13 d. C.
14
23
14 d. C.
15
4
15 d. C.
16
15
16 d. C.
17
26
17 d. C.
18
7
18 d. C.
19
18
 
(b) Come sapere l’età della Luna

Sommare all’epatta il numero del mese (marzo corrisponde a 1, febbraio a 2 ... se l’epatta aumenta di 12, gennaio vale 12 e febbraio vale 13) e il numero del giorno.
Se il totale è maggiore di 30 sottrarre 30. Il numero che si ottiene è l’età della Luna: se è inferiore a 15 la luna è crescente, se è superiore la luna è calante.
 
 
(c) Come conoscere il giorno del novilunio

Sommare al numero dell’epatta il numero del mese; se il totale è maggiore di 30 sottrarre 30. Al risultato sottrarre ancora 30 e si ottiene il giorno della luna nuova; al risultato aggiungere 8 per ottenere il giorno del primo quarto, 15 per conoscere il giorno di luna piena, 22 per conoscere il giorno dell’ultimo quarto.

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