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Frate Indovino

Il Calendario dell'Avvento

Il tempo del pressappoco

05 novembre 2019
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Punto 28 del testo

Le persone comuni nel Medioevo non erano in grado di conteggiare il tempo in modo corretto. Si stentava a conservare la memoria delle cose lontane: non c’era l’anagrafe, non c’era il compleanno… si vagava nell’incertezza del “Tempo del pressappoco”!

Leggiamo una fonte in cui c’è interesse per il “quando”: un processo di canonizzazione, che deve indicare quanti anni fa è accaduta quella cosa, quanti anni avevano i miracolati quando ricevettero un miracolo per intercessione del defunto in odore di santità, quanti anni hanno i testimoni e quando essi videro o appresero i fatti sui quali sono chiamati a deporre. Prendiamo un processo piuttosto tardo, di un’epoca lontana dalle nebbie altomedievali: quello per la canonizzazione di Rosa da Viterbo, che si tenne nel 1476. Quanti anni fa è accaduto quel certo fatto: la locuzione che si usa è iam tot annis oppure iam tot annis elapsis («già trascorsi tot anni»). Quanti anni hanno le persone: si dice, il tale «essendo d’età di tot anni», cum esset etatis tot annorum. Le dichiarazioni di questo tipo sono 137. Gli uomini e le donne che danno indicazioni sicure, di solito ravvicinate, sono quarantadue, il 30 per cento; tutti gli altri, cioè 95 tra uomini e donne, sono approssimativi. Il notaio fa dire a settantacinque di loro, dopo quelle frasi, le parole vel circa: «o circa», più o meno, pressappoco. Questa era la norma nel Medioevo. Perciò quello che colpisce di più è la proporzione di coloro che sanno esattamente la propria età. Segno dell’avvio verso la modernità.

Si dirà: ma quelle erano persone comuni; i grandi della storia, invece, avranno avuto un’altra memoria. Inutile citare Dante e «Nel mezzo del cammin di nostra vita» (indicazione dell’anno 1300, quando il poeta aveva 35 anni). Anche Francesco Petrarca sapeva benissimo la sua data di nascita: «nell’anno 1304 di questa ultima età cui dà nome e principio Gesù Cristo, fonte ed autore di ogni mia speranza, sullo spuntare dell’alba, il lunedì 20 luglio io nacqui al mondo», scriveva (in latino) a Boccaccio il 20 luglio 1366, giorno del suo 62° compleanno, in una lunga lettera che tratta proprio delle età dell’uomo. Ma Petrarca è un intellettuale moderno, a parte il fatto che a dirgli quella data, o a scriverla nel libro di famiglia, dovette essere il padre, ser Petracco, un notaio.

Curiosità

Non ci resta che piangere
, è un film scritto, diretto ed interpretato da Massimo Troisi e da Roberto Benigni nel 1984.
Mario (Troisi) e Saverio (Benigni) interpretano rispettivamente la parte di un bidello e di un maestro elementare di una scuola di Pisa. Un giorno i due amici sono in macchina, e arrivati ad un passaggio a livello, stanchi di aspettare decidono di prendere un sentiero di campagna, ma si perdono. Comincia a piovere e la macchina li lascia a piedi. Si fa notte, decidono quindi di chiedere ospitalità in una specie di locanda. La mattina seguente si svegliano e un uomo, che aveva dormito in stanza con loro, si affaccia alla finestra per fare i propri bisogni e viene ucciso da una lancia. Spaventati chiedono informazioni e scoprono di essere nel 1492. Mario incredulo chiede: «Ma veramente siamo nel 1400?». «Eh, quasi 1500», gli rispondono.

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