Cura del creato

Mettiamoci in cammino

martedì 20 gennaio 2026 di Chiara Andreola
Qualche idea su come prepararsi per questa modalità di curare il corpo e lo spirito

Febbraio non è generalmente un mese in cui si parte per fare un cammino; però, al netto del fatto che alcuni possono essere percorsi anche d’inverno, può essere un buon momento per programmare qualche percorso da fare tra la primavera e l’autunno. Secondo i dati presentati da Terre di Mezzo Editore in occasione dell’ultima edizione della Fiera dei Grandi Cammini a “Fa’ la cosa giusta!” (marzo 2023), nel 2022 sono stati distribuiti in Italia 33.014 Testimonium (i documenti con cui viene “certificato” che il camminatore ha concluso il cammino o ne ha compiuto una parte significativa), il triplo dei 10.821 dell’anno precedente. Un incremento, si spiega, dovuto principalmente al fatto che oggi sono 47 i Cammini che rilasciano il Testimonium, rispetto ai 19 del 2021 (nel 2017 erano solo 3). Parliamo peraltro solo delle persone che hanno concluso il percorso: le credenziali (i documenti su cui apporre i timbri delle tappe man mano che si procede nel cammino e che consentono alla fine di avere i Testimonium) ritirate sono state quasi tre volte tante, 86.000. Numeri che testimoniano il crescente interesse per questa forma di prendersi cura del corpo e dello spirito (anche in senso laico, visto che non tutti i cammini hanno una matrice religiosa e non tutti i camminatori sono pellegrini), contemplando allo stesso tempo il Creato.

Tanti e diversi percorsi Di cammini ce ne sono appunto di tutti i tipi e per tutti i gusti, percorribili anche solo per brevi tratti in base alla nostra forma fisica, al tempo a nostra disposizione, alle condizioni meteo e ambientali. Storicamente celebre è la via Francigena (che attraversa l’Italia dal Gran San Bernardo a Santa Maria di Leuca, passando per Roma); ma possiamo citare anche la Via di Francesco (da Firenze, Rimini o Roma fino ad Assisi), il Cammino di Sant’Antonio (che comprende diversi cammini minori, dal Nord al Centro Italia), e il Cammino dei Cappuccini (vedi box). Non si può infine non citare il cammino (perché tale può essere considerato) italiano più lungo di tutti, il Sentiero Italia del CAI, oltre 7000 km alla scoperta di tutto il nostro Paese. Il decalogo del camminatore Ma come scegliere il cammino da intraprendere e quali accortezze avere sia nel prepararsi che nel percorrerlo, al di là dei nostri personali interessi che ci possono far propendere per l’uno o per l’altro? Di seguito alcuni suggerimenti, forniti anche dal CAI e dal sito del Cammino dei Cappuccini.

1. Attitudine Prendiamo innanzitutto in considerazione le nostre capacità fisiche: quante ore al giorno vogliamo camminare? Per quanti giorni? Con quali dislivelli? In quale stagione (alcuni sentieri sono impraticabili d’inverno per la neve, altri viceversa in primavera o estate per la vegetazione impervia o per la calura)? La cosa ci aiuterà non solo a scegliere il cammino o parte di esso, ma anche a programmarne le tappe.

2. Preparazione Nel periodo precedente la partenza andiamo ogni giorno a camminare, aumentando gradualmente tempi, terreni e dislivello in base alle tappe che abbiamo previsto. Se viviamo in città e i ritmi della vita quotidiana non ci consentono di spostarci, cerchiamo di aumentare distanza e velocità. Impariamo anche ad usare i bastoncini, fondamentali su ogni terreno per scaricare parte della fatica dalle gambe alle braccia e dare spinta e stabilità. Non dimentichiamo lo stretching prima e dopo la camminata.

3. Pianificazione Pianifichiamo bene l’itinerario e le tappe, con l’aiuto di carte topografiche o mappe GPS: i siti di ciascun cammino generalmente forniscono tutte le informazioni in proposito.

4. Lo zaino Prepariamo lo zaino: in base alla nostra corporatura, calcoliamo un volume dai 25 ai 35 litri e un peso dai 10 ai 15 kg (in ogni caso mai oltre il 15- 20% del nostro peso corporeo). È importante che sia impermeabile, abbia una linea ergonomica, con le giuste imbottiture per salvaguardare la schiena (che deve rimanere aerata per non sudare) e i punti di maggior contatto con il corpo.

5. Cosa portare Nello zaino è consigliabile mettere una giacca o poncho impermeabile e antivento; sacco a pelo o sacco lenzuolo; almeno un cambio completo; cappello, berretto, guanti, giacca; repellente per insetti, crema solare e occhiali da sole (anche d’inverno); asciugamano in microfibra; borraccia; coltello, accendino, scotch e spago (utili per mille rammendi); lampada frontale; buste di plastica (utili per proteggere i materiali dall’acqua); tappi per le orecchie (c’è sempre un compagno di stanza rumoroso); kit di primo soccorso (cerotti, salviette disinfettanti, creme o gel per le vesciche e simili, pomata antinfiammatoria. Utili anche paracetamolo o aspirina e un antidiarroico); una batteria di scorta per il cellulare.

6. Calzature Fondamentali sono le calzature: devono avere suola affidabile (tipo “vibram”), essere impermeabili, e se prevediamo terreni accidentati o zaini pesanti è bene preferire scarponi che sorreggano la caviglia rispetto alle scarpe basse. Meglio evitare scarponi nuovi, che facilmente causano vesciche; e provarli la sera, quando il piede è più gonfio, con i calzettoni che prevediamo di usare. Importante anche la scelta dei calzini: devono essere fatti di un materiale che favorisca la fuoriuscita dell’umidità interna – fondamentale d’inverno per non gelarsi i piedi, e d’estate per prevenire infezioni micotiche.

7. Cura dei piedi Attenzione alla cura dei piedi: asciughiamoli scrupolosamente dopo averli lavati per evitare la proliferazione di funghi (il cosiddetto “piede d’atleta”), slacciamo le scarpe durante le soste tenendo i piedi in alto, facciamo attenzione che cuciture e pieghe dei calzini non creino sfregamenti. Se dovessero comparire vesciche, ricordiamoci di non eliminare la pelle, ma soltanto di bucarle con un ago sterile per favorire il drenaggio del liquido e applicare l'apposito gel. Per le micosi, riconoscibili da spaccature tra le dita dei piedi, possiamo utilizzare apposite pomate o spray: attenzione però che la zona non rimanga umida dopo l’applicazione, lasciamo asciugare all’aria prima di rimettere il calzino.

8. Vestiti Per il vestiario, sono consigliabili i tessuti tecnici per varie ragioni: si asciugano rapidamente, così da consentire sia di non rimanere sudati o bagnati che di lavare gli abiti la sera e rindossarli il mattino dopo; sono traspiranti; sono poco voluminosi. D’estate è bene avere abiti leggeri ma lunghi, per proteggere da insetti, scottature e cadute; in ogni stagione è consigliabile abbigliamento a cipolla (anche d’inverno camminando ci si scalda parecchio, e anche d’estate può capitare un improvviso cambio di temperatura); utili pantaloni e giacche con tasche grandi e con cerniera, così da poter riporre al sicuro ed avere a portata gli oggetti di immediato utilizzo. Comodi anche gli scaldacollo (“buff”), utilizzabili sia per tenere al caldo il collo e la testa, che per asciugare il sudore e ripararsi dal vento.

9. Alimentazione Curiamo l’alimentazione: pasti leggeri ma energetici – ricchi in particolare di carboidrati – con un occhio particolare alla prima colazione. Ricordiamoci di bere molto, almeno due litri al giorno, eventualmente integrando con bustine di sali; e di fare piccoli spuntini in corso di cammino (frutta fresca e/o secca, barrette energetiche, piccoli panini). La sera facciamo una cena variata, che apporti tutti i nutrienti (dai carboidrati come pasta e riso, alle proteine come carne, uova, pesce e formaggi, alle verdure), ma senza appesantirci e non troppo tardi, così da non dormire male a causa della digestione.

10. Saper valutare Siamo pronti a “cambiare programma”: se le condizioni meteo o di salute lo impongono, o se ci rendiamo conto che il nostro ritmo di cammino non è quello che avevamo previsto (sia nel bene che nel male), ricalcoliamo le tappe. Camminare nella maniera che ci viene naturale è fondamentale per sollecitare il fisico nella maniera corretta.

 

Articolo tratto dal Mensile di "Frate Indovino", n.2, 2024