Centenari francescani

Non siamo orfani! 

lunedì 23 marzo 2026 di fr. Andrea Gatto OFM Cap
La nostra Provincia pellegrina ai resti mortali del Padre Serafico

Lo scorso 5 marzo, la nostra Provincia cappuccina dell’Italia centrale, circa centoventi frati, sorelle cappuccine e diversi altri compagni di viaggio, e tra questi la preziosa famiglia di Frate Indovino, ci siamo messi in cammino, ognuno dai luoghi in cui il Signore ci ha seminato. Al centro di questo giardino, soprattutto in questo mese appena concluso della sua ostensione, frate Francesco, il primo seme di questa umile stirpe di fratelli. Perché, come dice Elia, «veramente la presenza del fratello e padre nostro Francesco era vera luce, non solo per noi che gli stavamo vicini, ma anche per quelli che erano lontani da noi per professione di vita» (FF 307). 

Al grande fiume di pellegrini che si è riversato ad Assisi, si è unito anche il nostro affluente, in una giornata memorabile di amicizia e intima devozione. Ci siamo radunati per l’eucaristia al mattino, accompagnati dal nuovo consiglio provinciale e dal nostro ministro fra Simone, che abbiamo chiamato ancora per un triennio a servire la nostra fraternità.

Nella sua omelia, Simone ci ha invitato a riporre la fiducia in Dio piuttosto che nell’uomo, in Dio piuttosto che - come è più facile - nelle nostre ricchezze. E per quanto il proverbio scoraggi a fidarsi di un altro, la storia della salvezza ribalta le cose: è Dio che si fida degli uomini, stipulando un’Alleanza che si compie in Cristo, e continuando a manifestarci la sua fedeltà e il suo amore. Tutt’oggi Dio si fida dell’uomo, al punto da mettersi nelle nostre mani, mistero dinanzi al quale Francesco rimaneva sempre stupefatto. Noi possiamo fidarci di chi ci ama, non di chi non ha amore per noi. Ma ciò implica un investimento di fiducia. Simone lo afferma chiaramente: «La fiducia che non abbiamo tra di noi preclude una crescita», e porta ad esempio la fatica di alcuni penitenti di aprire il cuore: «Se inizi tu, con la tua esperienza, a narrare di te stesso, ecco che riacquistano fiducia». La Parola invita a fidarsi di Dio e a confidare gli uni degli altri, certo con prudenza, ma senza paura. 

Le Fonti Francescane sono un tesoro, in questo senso. Fra Simone richiama alla memoria un episodio in cui Francesco chiese a Silvestro (che era sacerdote prima di essere frate) un prestito di denaro, per ottemperare a quello che lui capiva del comando del Signore: va’ e ripara la mia casa. Silvestro si fida, gli presta il denaro, ma - legittimamente - quando lo incrociava per le strade di Assisi, gli ricordava di restituirgli i soldi, che Francesco puntualmente non aveva! Forse Silvestro - commenta Simone - avrà perso fiducia in lui. Ed ecco, a un certo punto Francesco ricevette del denaro da un benefattore e senza sapere a quanto ammontasse quella donazione, la consegna direttamente a Silvestro, che scopre con sua grande sorpresa che superava di molto il debito! 

Questo pellegrinaggio è l’intercessione di Francesco, sono stati un aiuto per recuperare o aumentare la fede di ognuno di noi, la nostra fede nelle misericordie del Dio, fidarsi del Padre, come Gesù ha fatto, anche quando ci sentiamo più distanti da Lui, anche quando il suo silenzio ci fa sentire “abbandonati”. 

Con queste parole nelle orecchie e nel cuore, ci siamo messi in cammino a piedi dalla Domus Laetitiae, realmente lieti di muovere insieme i nostri piedi, giovani e anziani, cappuccini fratelli e cappuccini sacerdoti, padri e madri, tutti figli. Prima di imboccare la strada verso la Basilica, abbiamo letto insieme la pagina del Transito di Francesco, dalla Vita di Tommaso da Celano e abbiamo invocato il nostro fondatore con le litanie in suo onore. Una volta giunti nel piazzale della Chiesa inferiore, sotto il colonnato, abbiamo pregato il Santo Rosario, aspettando di metterci in fila all’orario stabilito per il nostro incontro. L’incontro c’è stato, Francesco ci aspettava. Una breve sosta dinanzi alle sue spoglie, esposte agli sguardi commossi di tutti, ai quali non cessa di parlare. Ci siamo accorti di non essere orfani, ed ecco, riprendiamo il cammino con più lena. Avanti!