Centenari francescani

Francesco uomo dell'ascolto

giovedì 21 maggio 2026 di fr. Dino Dozzi OFM Cap
La scoperta di Francesco: Cristo parla nel Vangelo, nella Chiesa e nei poveri

Leggendo gli scritti di san Francesco, si resta colpiti dalla grande quantità di citazioni bibliche, soprattutto evangeliche.

Meraviglia anche il fatto che molto spesso le citazioni evangeliche fondono liberamente testi dei quattro Vangeli e sono introdotte dal ritornello: “Così dice il Signore nel Vangelo”, sempre al singolare; è sempre Lui che parla, mai vengono nominati Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Ma ciò che colpisce ancor più è quel presente “dice”, che non è un presente storico, corrispondente a “disse”, ma un presente vero: è il Signore che parla oggi a Francesco attraverso le parole del Vangelo. Ascolta la parola del Signore che dice: “Andate per il mondo e annunciate il Vangelo: andate due a due, senza borsa, senza denari…” e Francesco esclama: “È questo che io desidero, è questo che io voglio”. E trascriverà nella Regola quello che il Signore dice. Nel Testamento riassumerà: “Nessuno mi mostrava quello che dovevo fare, ma il Signore stesso mi rivelò…”.

Non si tratta di rivelazioni particolari e straordinarie, ma semplicemente delle parole che il Signore dice nel Vangelo, letto nella Chiesa. Importante anche questo ultimo elemento: in tempi in cui tanti eretici gridavano nelle piazze “se volete vivere il Vangelo, dovete uscire dalla Chiesa, che è corrotta e non segue certo il Signore!”, Francesco professa con forza e coraggio la fedeltà alla “santa madre Chiesa”, perché è solo in essa che si può incontrare e seguire Gesù Cristo e ricevere il perdono di Dio. È nel Vangelo letto e vissuto nella Chiesa che Francesco riconosce e ascolta con amore la voce del Signore. Ed è ancora il Signore che lo prende per mano e lo accompagna tra i lebbrosi, aiutandolo a scoprire un altro luogo in cui il Signore è presente e gli parla, trasformando l’amaro in dolce, i fratelli, soprattutto quelli più emarginati.

La grande intuizione da cui parte tutta l’ermeneutica di Francesco è una cosa semplicissima, ma, forse proprio perché tanto semplice, facile da dimenticare: si tratta della viva presenza di Cristo nel Vangelo, nella Chiesa, nell’Eucaristia, nei poveri. Francesco sente che nel Vangelo è Gesù Cristo che gli parla: è questo il punto di partenza di tutta la sua ermeneutica ed è per questo che non fu un “ascoltatore sordo del Vangelo”. L’allenamento a questo religioso e amorevole ascolto gli permetterà poi di riconoscere e di ascoltare la voce del Signore presente anche nell’altro libro di Dio, quello della creazione. E nascerà così quel Cantico straordinario, nel quale Francesco si fa voce di tutte le creature, nella lode all’“Altissimo buon Signore”.

Tratto dal Calendario 2026 di Frate Indovino