- CollanaFrancescani anonimi
- FormatoVolume in brossura, coperta a colori con bandelle
- Pagine184
- Dimensione13 x 20
Gino Bartali è un campione che il tempo non ha scalfito, di cui in apparenza tutto è noto, a partire dalla carriera per molti aspetti inimitabile. Un asso che ha furoreggiato contro Fausto Coppi e altri strenui avversari italiani e stranieri. Resta da approfondire, e questo libro lo fa, la dimensione intima di un uomo per bene che ha orientato la sua vita ai principi e ai valori professati dai genitori, senza mai venirne meno. Semplicità, umiltà, lealtà, sincerità, onestà: questi i cardini del suo stare al mondo ai quali aggiungere una fede profonda, che gli ha consentito di superare ogni burrasca della vita. Nel racconto, emergeranno chiaramente l’eredità carmelitana di Bartali e la sua azione francescana. Talvolta etichettato per la vis polemica – celebre la sua frase «gli è tutto sbagliato, tutto da rifare» – in realtà Bartali aveva le idee ben chiare e le esponeva senza peli sulla lingua. In coerenza con sé stesso.
Sergio Meda, milanese, debutta a La Gazzetta dello Sport nel 1973. Nel 1982 lascia il Gruppo Rizzoli per fondare, con Beppe Viola, Magazine, agenzia di comunicazione. Di nuovo in Gazzetta a metà anni Novanta, all’ufficio stampa degli eventi rosa, in particolare al Giro d’Italia, e sino al 2009. Da allora si occupa di corsi di giornalismo e scrittura creativa, oltre a pubblicare libri di argomento sportivo.
La prefazione è di Francesco Moser, campione che ha conosciuto personalmente Gino Bartali, del quale conserva non pochi aneddoti.