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Struttura polivalente a Poggio Picenze

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Un Cantico a Poggio Picenze


Il 18 settembre 2010, nel piccolo Comune di mille anime a circa 750 metri sul livello del mare, aggrappato alle montagne aquilane, ha visto inaugurare un moderno Centro polivalente realizzato con il contributo dei lettori di Frate Indovino.


Una struttura polifunzionale realizzata dall’Ordine Francescano Secolare d’Italia, anche grazie alla sensibilità e all’aiuto economico dei lettori del calendario Frate Indovino. Il Centro aggregativo giovanile consiste in un complesso attrezzato con strumenti culturali (biblioteca, ecc...) e un’area verde (circa 2000 mq) nella quale sono allestiti percorsi di meditazione e “angoli di incontro” secondo lo spirito francescano del “Cantico delle creature”. Fungerà anche da luogo di culto in attesa di vedere ultimati i restauri alla prospiciente chiesa di San Felice Martire.

Quindi un giorno per festeggiare, riflettere e, al tempo stesso, per guardare avanti, per dare forma a un futuro non soltanto di parole. Poggio Picenze è uno dei tanti paesi squarciati dal terremoto del 5-6 aprile 2009 nella terra d’Abruzzo, dal cuore, L’Aquila a tutta una geografia di paesi vicini e lontani dalla città. La vita è un fiume che non può fermarsi e, nonostante la catastrofe, è andata avanti, con una ripresa voluta dall’ostinazione della gente, radicata nei propri paesi come le radici degli alberi nel terreno. Un segno del futuro che si è rimesso in cammino è giunto anche da Frate Indovino: che non a caso è un calendario proiettato nel futuro, da quando vide la luce nel lontano 1946. Proprio Frate Indovino, infatti, ha voluto un punto d’incontro che parte dai giovani, ma è rivolto a tutta la comunità, un luogo di aggregazione. Insieme si è voluta la rinascita e insieme si deve andare avanti. Ed è bello e significativo che siano le nuove generazioni a portare la linfa vitale, decisiva. Quando nell’animo umano subentra lo sconforto, nel vedere tutta la propria storia, la propria appartenenza andare in pezzi, la solidarietà può far rifiorire il desiderio di un domani nuovo. Siamo alberi dalle radici antiche: questo ha voluto dire la scelta di Frate Indovino di collaborare all’edificazione di un Centro che favorisca convergenze umane, slanci, progetti di vita, sogni che devono, comunque, muovere e orientare i giorni.

Il 18 settembre è stato un giorno di festa, un giorno speciale, che va ben oltre il perimetro dell’edificio, perché allarga i confini di tutta la comunità del paese di Poggio Picenze, portandovi il respiro di lettori - quindi il sostegno - di tutta l’Italia, insieme al prodigarsi dei frati, per ricostruire sì le case e le strutture, ma prima ancora, per far rinascere la voglia di avvenire. Quando nell’uomo subentra lo sconforto, quando si sente la morsa della solitudine, è importante avvertire il calore della solidarietà. Frate Indovino ha voluto accendere questa fiamma, una fra le tante: e questa ha già cominciato ad ardere e a spingere la notte un po’ più in là. Infatti, inaugurando l’opera, Giuseppe Failla, Presidente Nazionale dell’Ordine Francescano Secolare d’Italia, ha spiegato come si è voluto creare un punto aggregativo per la popolazione, che la dura esperienza del terremoto ha reso più coesa. Si è, quindi, fortemente voluta una struttura francescana in un’ottica di fraternità ecumenica aperta a tutte le realtà presenti nel territorio. Padre Mario Collarini, direttore responsabile della testata “Frate Indovino”, nel portare il saluto dei lettori dell’almanacco, ha sottolineato come questi ultimi abbiano risposto con generosa partecipazione, con affetto ed encomiabile senso di condivisione. È stato questo un segno concreto del messaggio francescano. Hanno poi preso la parola il sindaco del Comune di Poggio Picenze, Nicola Menna, e monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo metropolita di L’Aquila, i quali hanno ringraziato i benefattori e tutti coloro che si sono impegnati a vario titolo per questa opera di alto valore umano e civile. Sono seguite la benedizione, l’inaugurazione dell’edificio e una concelebrazione presieduta dall’arcivescovo. Dopo la funzione religiosa, il Prefetto di L’Aquila, Giovanna Maria Iurato, e Giuseppe Failla hanno scoperto una targa-ricordo dell’evento. Erano presenti tra gli altri anche il Questore Stefano Cecere, ufficiali e sottufficiali delle forze di pubblica sicurezza. La massiccia presenza della popolazione è stata la maggiore e più gradita testimonianza di apprezzamento di un gesto, quello di Frate Indovino, e al tempo stesso di riconoscenza e gratitudine. I costi dei lavori, nel rispetto di tutte le normative antisismiche e di sicurezza, oltre che di salvaguardia ambientale, sono andati oltre ogni previsione: ed è qui che è battuto forte il cuore dei lettori di Frate Indovino. Da loro è venuto l’aiuto decisivo per completare il moderno e funzionale progetto con le varianti apportate in corso d’opera.


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