0
Servizio Clienti (+39) 075 5069369
Email info@frateindovino.eu
0

Altre

;
SOLIDARIETÀ per l’Amazzonia brasiliana

Firmato, il 28 ottobre 2009 , l’accordo di cooperazione allo sviluppo per l’Amazzonia brasiliana, tra i Frati Cappuccini dell’Umbria e l’Iscos (Istituto sindacale per la cooperazione lo sviluppo) Cisl, ad Assisi, presso il convento cappuccino “Domus Laetitiae”. Intervenuti all’evento: il Presidente nazionale Iscos Renzo Bellini, Padre Antonio Maria Tofanelli (Ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini dell’Umbria), Simone Cirulli (responsabile America Latina per l’Iscos), Lamberto Pasqualoni (Gruppo Caritas, già segretario della Flaei Cisl), Padre Valerio Di Carlo (segretario dell’Ufficio Missionario dei Cappuccini Umbri) e l’Assessore al Comune d’Assisi, Moreno Massucci. Il Segretario generale regionale Cisl Umbria, Ulderico Sbarra, impossibilitato ad essere presente, ha mandato il proprio saluto e ha reso pubblico il largo consenso al programma, sottolineando l’importanza di sostenere progetti di sviluppo umano nelle zone più sfortunate del pianeta, del prezioso lavoro prodotto dalle missioni in queste terre e, più in particolare, dei Frati Minori Cappuccini dell’Umbria. “Il rammarico – ha affermato il rappresentante della Cisl dell’Umbria – è per le grandi contraddizioni che si osservano negli interventi di solidarietà. Mentre le organizzazioni sociali e religiose intervengono positivamente in molte realtà del Terzo Mondo, le istituzioni internazionali, nonostante gli annunci reboanti, non riescono ad arginarne i mali, fra tutti la fame, le malattie e la mancanza di giustizia sociale”. Dopo un ampio spazio dedicato, con sincera commozione, da Padre Antonio Maria Tofanelli, ai ringraziamenti verso i lettori dell’Almanacco di Frate Indovino, che “hanno scelto questo canale per raggiungere, tramite i Frati Cappuccini, diverse aree del mondo dove è forte il disagio umano.” Padre Antonio, ha poi evidenziato la gioia che i Cappuccini umbri provano nel collaborare alla missione stessa di Gesù, per dilatare il Regno di Dio, Regno di Pace e di Giustizia, e ha manifestato la gratitudine al Signore perché li considera degni di camminare assieme ai Suoi figli poveri indigeni da cento anni. Infatti, questa iniziativa è una tra le tante atte a celebrare il primo centenario di presenza cappuccina nella foresta amazzonica. “In una terra che presenta innumerevoli difficoltà e disagi sia culturali, sia ambientali – ha continuato il Padre Provinciale –, comunque mi sento di dire che è più quanto abbiamo ricevuto, in termini di accoglienza, umanità e gratitudine, rispetto a quanto abbiamo dato in termini materiali, certo il valore del Vangelo non è confrontabile con nulla”. Il Padre ha concluso riportando una frase di un missionario che ha dato la vita per i fratelli Indios, che alla domanda: “Cosa avete fatto in cento anni di missione in Amazzonia?”, rispose: “Siamo rimasti!” Cirulli ha, quindi, presentato il progetto triennale, approvato e cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano DGCS. Un progetto che creerà i presupposti per un reale miglioramento delle condizioni di vita di trenta comunità indigene di Benjamin Constant, Alto Solimões, principalmente di etnia Tikunas. Ad essere coinvolte, circa 4.500 persone, delle quali il 60 per cento donne. “Tra le principali attività a sostegno delle popolazioni – ha fatto sapere il responsabile America latina per l’Iscos –, c’è quella di rendere l’acqua potabile, al fine di ridurre le infezioni gastrointestinali, e, contemporaneamente, quella di garantire un’azione di formazione e informazione per sensibilizzare le comunità locali sulle principali pratiche igienico sanitarie. Altra attività di massima importanza è quella di fornire – ha poi continuato – energia elettrica tramite pannelli solari alle stesse comunità”. Nell’illustrare il progetto, si è fatto riferimento alla formazione tecnica degli stessi gruppi beneficiari per le attività di sviluppo sostenibile. “C’è, inoltre, da fornire gli strumenti e le materie prime – ha proseguito Cirulli – per la realizzazione delle attività produttive previste, come l’artigianato, l’agricoltura ma anche l’acquicoltura e la mielicoltura. Infine, bisognerà creare il giusto spirito di collaborazione e un valido sistema di commercializzazione”. Il presidente dell’Iscos Renzo Bellini, nell’esplicitare l’attualità del ruolo dell’Iscos, ha puntato l’attenzione sulla distribuzione iniqua della ricchezza a livello mondiale. “Il progetto che abbiamo sottoscritto – ha affermato Bellini – risponde concretamente a tre questioni di grande portata: giustizia sociale, tutela ambientale e spirito di solidarietà”. Nel corso dell’iniziativa, c’è stato un ampio riconoscimento del fondamentale contributo dato dai Frati Minori Cappuccini dell’Umbria al progetto. Padre Valerio Di Carlo, da poco tornato dalla missione, ha parlato dei paradossi esistenti in Amazzonia. “In una terra dove le estensioni territoriali non mancano – ha precisato –, esiste il problema della terra da coltivare. Un altro paradosso, determinato dalle condizioni climatiche, è quello che, nonostante le grandi quantità di legna a disposizione, l’umidità non permette all’uomo di bruciarla. Infine, c’è tanta acqua dolce che attraversa quelle terre remote, in un incredibile intreccio di fiumi, ma pochissima è potabile”. L’assessore Moreno Massucci, infine, ha sottolineato l’importanza del dialogo tra culture e religioni diverse. Sono stati proiettati a chiusura dei lavori due documentari, entrambi con magnifici paesaggi: uno sulla suddetta Missione in essere in Amazzonia e l’altro relativo alle celebrazioni del centenario della presenza dei Frati Minori Cappuccini dell’Umbria, nell’area dell’Alto Solimões brasiliano.

Livia Di Schino

Da quel giorno che ha visto l’avvio di un percorso è passato molto tempo, ma tutto si sta evolvendo e consolidando sia nel settore specificamente religioso (pensare a tutto ciò che è necessario per la formazione di una Chiesa autoctona, in un territorio dove la gente è disseminata in piccoli centri e micro - villaggi lungo 1.500 Km di fiumi), sia nel settore promozionale, dove a fianco delle tante realtà avviate e poi consegnate alle autorità locali, i nostri Missionari continuano a venire incontro a tutti i bisogni emergenti come l’incremento e/o la creazione di pozzi per dotare i villaggi di acqua potabile; altrettanto si dica per l’energia elettrica con l’impianto di pannelli fotovoltaici; si stanno intensificando, tra l’altro con ottimi risultati, gli allevamenti di pesci, l’apicoltura, la floricoltura e le piantagioni razionali di banane ed altri prodotti agricoli. Insieme a queste iniziative sorgono continuamente numerose micro realizzazioni tese a creare una rete di servizi indispensabili laddove l’intervento pubblico è inesistente o non riesce ad arrivare. Tutto questo, ci teniamo a dirlo, è reso possibile grazie alla generosità di chi segue da tanti anni “Frate Indovino” e della quale non ci stancheremo mai di ringraziare con tutto il cuore.


Posto in sicurezza il Museo Missionario dell’Amazzonia, gravemente lesionato dal sisma del 26 settembre del 1997.



Il MUMA (Museo Missionario Indios Frati Cappuccini dell'Umbria in Amazzonia) è l’intelligente trasformazione dell’originario museo dedicato ai Missionari Cappuccini già esistente dal 1973. Il primo allestimento è stato curato dal Rev. P. Luciano Matarazzi, un Cappuccino appassionato dell’Amazzonia che riuscì a far nascere il Museo degli Indios dell'Amazzonia attraverso doni che i Confratelli Missionari gli portavano, nel fare la spola tra la regione brasiliana dell’Alto Solimões e Assisi: animali imbalsamati, farfalle, strumenti musicali, maschere e artigianato di vario tipo.
In occasione dei primi 100 anni di presenza cappuccina nell’Amazzonia occidentale, la Provincia Serafica dell’Umbria dei Cappuccini ha deciso di dare risalto al profondo significato di questa presenza e all’eroicità dei suoi missionari riqualificando il Museo attraverso un allestimento interattivo e multimediale. I protagonisti del racconto museale sono tre: i Missionari che hanno operato in Amazzonia a partire dal 1909 e continuano tutt’ora; gli Indios Ticuna, abitanti nativi di quella regione; e il Rio Solimões, l’unica vera via di comunicazione commerciale e sociale esistente.
In tutto ciò, il MUMA ha un obiettivo ambizioso: consentire ai suoi visitatori di fare un’esperienza sensoriale all’interno di un mondo distante più di 10.000 km. L’Amazzonia che qui si incontra è vera nei suoni, negli oggetti, nelle testimonianze e nei panorami che offre al visitatore. La “visita” si trasforma in “viaggio” e le “didascalie” in “racconto”.
Infatti, così nello stesso modo in cui è stato importante, nei primi anni ‘70, trasportare nel cuore d’Italia e nella città di san Francesco, la cultura, le tradizioni, le immagini della flora e della fauna di una terra lontana geograficamente, è fondamentale ai giorni nostri per i Padri Cappuccini Umbri adeguare l’efficacia della comunicazione di questi valori – così vicini ai sentimenti ed alle emozioni anche della grande Famiglia di Frate Indovino – nel modo migliore affinché l’ospite del MUMA si senta condividere emotivamente questa terra, così come vuole l’esperienza francescana.

www.mumamuseo.it


Frate Indovino nel Togo (Africa)



Grazie ancora alla generosità dei Lettori e Sostenitori della nostra Casa Editrice, ci è stato possibile intervenire anche nel Togo dove aiutiamo la Diocesi di Kpalimé. Segnatamente, abbiamo contribuito al rifacimento del tetto della chiesa di Sant’Antonio di Padova, nella cittadina di Tsane, spazzato via da una tromba d’aria; e nella cittadina di Tomegbé abbiamo reso pienamente operativa una struttura di pronto soccorso, fondamentale in quella regione molto distante da centri più attrezzati.

Calendario

Richiedi subito la tua copia del Calendario

Inviaci un messaggio

Ti contatteremo al più presto

o vai alla pagina contatti
Sono presenti degli errori. Assicurati che i campi siano completi e corretti e reinvia il modulo.
Grazie ! La tua richiesta è stata inoltrata con successo. Ti contatteremo al più presto.